Scarsa integrazione tra scuola e lavoro: in Italia solo 2,2% under 25 in formazione e lavoro

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Nella giornata del varo definitivo da parte del Parlamento della riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, la Confartigianato ricorda come nel nostro sistema scolastico presenta sono ancora rarefatte le occasioni di contatto con il mondo del lavoro durante il periodo scolastico, evidenziando il divario tra percorsi di apprendimento e competenze richieste dalle imprese e rendendo più difficile l’ingresso sul mercato del lavoro.

In Italia i giovani under 25 impegnati in un percorso formativo scolastico o lavorativo sono il 64,7% della popolazione di riferimento, di cui solo il 2,2% è in formazione e nello stesso tempo occupato mentre supera un quarto del totale (26,4%) in Germania, seguita dal Regno Unito con il 20,7%, la Francia con il 13,1% e la Spagna con il 5,4%; il dato italiano è inoltre di gran lunga inferiore al 14,1% della media Ue 28.

La scarsa integrazione tra scuola e lavoro rappresenta una specifica criticità per la formazione tecnica e professionale data la relativa importanza nella domanda di lavoro delle imprese. La quota di domanda di lavoro rivolta giovani in possesso di diploma e di qualifica professionale è maggioritaria, arrivando nel 2014 al 56,1% del totale, con 399.900 unità sul totale di 613.400 assunzioni programmate dalle imprese; nel 2014 la dinamica delle assunzioni di diplomati (+6,9%) è più alta di quella dei laureati (+3,9%).

La domanda di diplomati più elevata proviene dalle micro imprese che nel 2014 pesano per il 37% degli assunti con diploma, seguite a distanza dalle grandi imprese con il 27%.

Per la seconda economia manifatturiera in Europa assume un ruolo specifico la formazione orientata alla tecnologia: i diplomi più richiesti dalle imprese italiane sono, infatti, quelli di tipo tecnico-industriale, con 56.000 assunzioni programmate (il 22% del totale), tra cui prevale l’indirizzo meccanico che registra 20.200 assunzioni; a seguire l’indirizzo elettrotecnico (7.000 assunzioni), edile (4.800), agrario-alimentare (4.400) ed elettronico (4.200).

Il secondo gruppo di indirizzi sono quelli terziari, con 49.800 assunzioni, corrispondenti al 19,5% del totale dei diplomati, tra cui quello turistico-alberghiero, con (41.400) assunzioni, anche grazie all’elevato flusso di assunzioni stagionali in questo settore, e quello socio-sanitario (8.400).

La richiesta di diplomati di indirizzo amministrativo-commerciale è pari a 48.300 assunzioni, il 18,9% del totale. (fonte Confartigianato)

 

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