scritto da Redazione Ulisseonline - 03 Giugno 2026 16:29

Repubblica in ascesa, Costituzione in bilico

La nuova ricerca SWG mostra una Festa della Repubblica sempre più centrale nell’identità civile degli italiani, trainata dalla crescita dei valori fondativi e dalla figura del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Parallelamente, il Paese resta diviso sul futuro della Carta: prevalgono i “ritocchi limitati”, ma cresce la spinta verso riforme profonde. Un quadro che racconta una nazione in cerca di equilibrio tra memoria repubblicana e desiderio di cambiamento istituzionale

foto tratta dal sito del Quirinale

La Festa del 2 giugno come specchio di una nuova consapevolezza civile

Negli ultimi anni la Festa della Repubblica ha assunto un peso simbolico sempre più rilevante, fino a diventare — insieme al 25 aprile — la principale ricorrenza laica del Paese. La ricerca SWG mostra che oggi un italiano su due la considera “molto importante”, un dato in crescita che racconta un rapporto rinnovato con le radici repubblicane. Dopo la fase di appannamento tra il 2012 e il 2017, quando la fiducia nei pilastri della Repubblica sembrava incrinarsi, la tendenza si è invertita: negli ultimi dieci anni è aumentata la consapevolezza del valore della Resistenza, della Costituzione e della rappresentanza democratica. L’accelerazione più evidente si registra dal 2022, in coincidenza con l’avvio dell’attuale legislatura.

In questo quadro, la figura del Presidente della Repubblica emerge come punto di riferimento stabile. Sergio Mattarella, definito nel rapporto come “l’apice della Repubblica”, continua a godere di una fiducia ampia e trasversale, in crescita da nove anni e particolarmente forte nel centrosinistra, pur mantenendo livelli significativi anche nel resto del Paese. L’unico elemento che appare più fragile è l’orgoglio nazionale: solo un terzo degli italiani si dichiara “molto orgoglioso” della propria identità, con un divario generazionale netto — dal 50% degli over 64 al 15% dei giovani. Un Paese che riscopre i valori repubblicani, dunque, ma che fatica ancora a tradurli in un sentimento identitario condiviso.

 

La Costituzione tra stabilità e desiderio di cambiamento

Accanto alla riscoperta della Repubblica, la ricerca SWG fotografa un Paese che guarda alla Costituzione con un misto di rispetto e inquietudine riformatrice. La maggioranza relativa degli italiani — il 58% — ritiene che la Carta necessiti di “ritocchi limitati”, mentre un altro 22% preferirebbe mantenerla così com’è. Ma il dato più interessante è la crescita, lenta ma costante, di chi auspica interventi più profondi: il 14% vorrebbe rafforzare i poteri del Governo e del Presidente del Consiglio, e un ulteriore 6% spinge verso un modello presidenzialista di tipo americano.

Il trend storico 2009–2025 mostra chiaramente come la quota di chi difende lo status quo si sia progressivamente ridotta, mentre è aumentata la domanda di riforme incisive. Non si tratta ancora di una maggioranza, ma di una pressione politica e culturale che si consolida nel tempo. È il segnale di un Paese che, pur riconoscendo il valore della propria architettura istituzionale, percepisce la necessità di adattarla a un contesto sociale e politico più complesso, segnato da instabilità, polarizzazione e nuove aspettative di governabilità.

In definitiva, la fotografia SWG racconta un’Italia sospesa tra due movimenti: da un lato la riscoperta dei valori fondativi della Repubblica, dall’altro la crescente tensione verso una revisione dell’impianto costituzionale. Una nazione che celebra con più convinzione il proprio passato, mentre interroga con sempre maggiore insistenza il proprio futuro istituzionale. (fonte SWG)

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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