scritto da Redazione Ulisseonline - 01 Aprile 2026 12:09

Italiani più attivi… ma non più sani: il paradosso degli stili di vita nel 2025

Diminuisce la sedentarietà, ma restano alti sovrappeso, fumo e consumo di alcol: il report ISTAT racconta un Paese sospeso tra piccoli progressi e grandi criticità

L’Italia prova a cambiare abitudini, ma la strada verso uno stile di vita davvero sano resta lunga. I dati più recenti diffusi dall’ISTAT sui principali fattori di rischio per la salute restituiscono l’immagine di un Paese in lento movimento, dove qualche segnale positivo si affaccia, ma senza riuscire a incidere in modo decisivo sul quadro generale.

La sedentarietà, ad esempio, mostra un lieve calo rispetto agli anni precedenti. Sempre più persone dichiarano di praticare attività fisica o sport nel tempo libero, segno che la sensibilità verso il benessere sta crescendo. Eppure, oltre un terzo della popolazione continua a condurre una vita sedentaria, un dato ancora troppo elevato per parlare di reale inversione di tendenza.

Se si guarda al peso corporeo, il miglioramento si ferma. Quasi un adulto su due è in eccesso di peso, tra sovrappeso e obesità, una condizione che negli anni si è stabilizzata su livelli preoccupanti senza mostrare segnali concreti di riduzione. Il fenomeno riguarda anche i più giovani, con una quota significativa di bambini e adolescenti che presenta problemi di peso, ponendo le basi per possibili complicazioni future.

Il fumo resta un’abitudine difficile da abbandonare. Nonostante decenni di campagne di prevenzione, circa un italiano su cinque continua a fumare. Le variazioni nel tempo sono minime e il tabacco si conferma uno dei principali fattori di rischio evitabili, con un impatto diretto su mortalità e malattie croniche.

Non va meglio sul fronte del consumo di alcol. Una parte consistente della popolazione mantiene comportamenti considerati a rischio, tra consumo eccessivo e abitudini episodiche ma intense come il binge drinking. Anche in questo caso, il fenomeno non mostra segnali di riduzione significativi e continua a rappresentare una criticità soprattutto in alcune fasce della popolazione.

Il dato forse più rilevante, però, è un altro: questi fattori tendono a sommarsi. Non si tratta di problemi isolati, ma di comportamenti che spesso convivono nelle stesse persone, amplificando gli effetti negativi sulla salute. Sedentarietà, cattiva alimentazione, fumo e alcol contribuiscono insieme ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e altre patologie croniche.

Il risultato è un paradosso ormai evidente: gli italiani vivono a lungo, ma non sempre in buona salute. L’aspettativa di vita resta tra le più alte in Europa, ma gli anni guadagnati non sono sempre accompagnati da una qualità della vita adeguata. Il miglioramento di alcuni indicatori, come l’attività fisica, non basta a compensare la diffusione di comportamenti ancora poco salutari.

Il quadro che emerge è quello di un cambiamento lento, fatto di piccoli passi avanti e resistenze profonde. La sfida non è più soltanto vivere di più, ma vivere meglio, riducendo quei fattori di rischio che continuano a incidere in modo significativo sulla salute della popolazione. (fonte Istat)

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Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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