Salerno, all’Università lezione di vita e di teatro di Flavio Insinna

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Una lezione di vita, oltre che di arte e di teatro, è quella che Flavio Insinna ha tenuto lunedì scorso  nel Teatro dell’Università di Fisciano, agli studenti dei corsi di arte, recitazione e regia in uno “show” di oltre due ore durante il quale, oltre a ricordare le sue esperienze professionali, ha continuamente dialogato con gli studenti e il pubblico presente: la sala, infatti, era gremita e non solo da studenti e docenti.

In precedenza il grande attore si era intrattenuto con il Rettore Aurelio Tommasetti, elogiando l’Ateneo campano che non fa rimpiangere i più famosi “campus universitari” inglesi o americani, e che è ancora più apprezzabile in quanto trattasi di una struttura pubblica: segno che non sempre il “pubblico” è sinonimo di deficienze.

Un “escursus” a tutto campo, quello di Flavio Insinna, oggi sulla cresta dell’onda in quanto conduttore da qualche anno di un seguitissimo programma televisivo di prima serata, “Affari tuoi”, ma che in passato ha partecipato ad una delle serie televisive più amate, quella di “Don Matteo” nella quale aveva il ruolo del Capitano dei Carabinieri, ben supportato da Nino Frassica, nei panni del simpatico Maresciallo dei Carabinieri sempre perdente, agli scacchi e nelle indagini, e da Terence Hill, nome d’arte dell’italianissimo Mario Girotti, nei panni del parroco investigatore, oltre ad essere stato protagonista di diverse opere teatrali e televisive.

Ma più che promuoversi, la lezione di Flavio Insinna è stata una lezione di vita, nel corso della quale ha ricordato che, anche nel campo dell’arte della recitazione, bisogna dire tanti no per restare autenticamente se stessi: “Se non avessi detto tanti no, oggi sarei probabilmente più ricco, ma certamente meno felice e realizzato” ha detto Insinna in un passaggio, ricordando che i grandi attori italiani, da Mario Scaccia a Gigi Proietti, per citarne alcuni, sono divenuti tali a furia di continui studi, di continue delusioni, ma anche di continui che li hanno resi, alla fine, indipendenti e scevri da condizionamenti.

E principalmente per Gigi Proietti, Flavio Insinna ne ha elogiato non solo la cultura e la bravura, ma anche la grande dote di maestro di giovani attori.

“Siate autentici, siate sordi alle lusinghe, e sordi anche alle critiche malevoli” ha concluso Flavio Insinna, raccontando la favoletta delle ranocchie che volevano conquistare la montagna: “Non ce la farete – le scoraggiavano i criticoni – non ci riuscirete, è inutile sforzarvi, non siete all’altezza…”. E tutte le ranocchie, una dopo l’altra, desistevano e abbandonavano la sfida. Una sola insistette, e con grandi sacrifici alla fine riuscì a conquistare la vetta.

Ma come aveva fatto, qual era la caratteristica della ranocchia, cosa aveva in più rispetto alle altre?

Semplicemente: era sorda, e non aveva avuto possibilità di ascoltare coloro che avevano scoraggiato e fatto fallire tutte le altre.

Per dire: siate sordi alle lusinghe, ma anche a coloro che, invece di aiutare ed invogliare, sono sempre pronti a demotivare e scoraggiare.

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