Ravello, tutto pronto per la Via Crucis in costume del prossimo 14 aprile

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foto di Emiliano Russo

Non si può dire di conoscere la Costa d’Amalfi se non si comprende la tradizione più viva e profonda della sua gente che trova nel proprio passato le radici più intime, infatti, non c’è centro piccolo o grande che non abbia un legame con la propria tradizione soprattutto religiosa.

Soffermiamoci su Ravello, l’antica Rebellum, che annoverava circa 100 Chiese e cappelle disseminate in tutto il suo territorio. Per chi vuol comprendere lo spirito più vero della cittadina, è necessario partecipare alla Via Crucis in costume che si tiene il 14 aprile, Domenica delle Palme, alle ore 20,00, organizzata dall’Associazione Culturale “Ravello in Scena” con il Patrocinio del Comune di Ravello.

Un’iniziativa nata, ci dice il regista dello spettacolare evento Alfonso Mansi, “alla metà degli anni 70, essa ha un grande valore sociale perché coinvolge totalmente la popolazione locale: dai bambini delle scuole elementari agli studenti delle medie, dagli studiosi agli operai” e continua: “tutti sono coinvolti in prima persona, partecipando in questo modo alla Passione del Cristo.”

All’imbrunire, la cittadina si trasforma. Il silenzio copre come una coltre il borgo. Si dimentica per un attimo il clima cosmopolita in cui la cittadina vive per buona parte dell’anno, si dissolve come per magia il soffuso bisbiglio di vari idiomi e nazionalità, Ravello, torna indietro nel tempo, riacquista l’antico splendore dei secoli passati, il presente si annulla, cede il passo ad una dimensione spirituale.

Le insegne al neon, i segnali stradali e altre tracce della modernità vengono occultati per far emergere con maggiore forza l’anima antica della cittadina. L’evento della Via Crucis in costume parte dalla piazza Fontana Moresca con i quadri scenici che tolgono il respiro e coinvolgono emotivamente gli spettatori.

Il racconto della Passione di Gesù prende avvio con il Messia interpretato da Enzo Oddo che ammaestra la folla, l’angoscia di Gesù nel Getsemani, il tradimento di Giuda interpretato da Bruno Barone, l’arresto e il processo davanti al Sinedrio. Il solenne Corteo tocca viale Gioacchino D’Anna, raggiunge piazza San Giovanni del Toro dove viene allestito il Pretorio di Pilato, dopo continua con un pathos accentuato dai canti secolari dei Battenti di Minori (riconosciuto come Bene Demoetnoantropologico Immateriale – MIBAC) e dei Coristi di Sorrento attraverso via S. Giovanni del Toro e viale Wagner, giunge in piazza Duomo dove è allestito il Golgota. Nella Piazza del Duomo in un silenzio “assordante” nell’ oscurità della notte rotta solo dalle centinaia di fiaccole avviene la Crocifissione.

Domina la scena il Crocifisso opera in cartapesta dell’artista leccese Pietro Indino affiancato dai due ladroni (interpretati da figuranti).

L’atmosfera è solenne; per un breve tempo, chi partecipa all’evento, dimentica, Villa Rufolo e Villa Cimbrone, il Giardino del Vescovo e le bellezze della cittadina e s’immedesima nel dramma della Crocifissione.

L’evento si conclude con la schiodazione e, infine, la deposizione nel sepolcro, nella monumentale chiesa di Santa Maria a Gradillo.

A tarda serata si lascia Ravello con il cuore in gola, tramortito dall’atmosfera tragica e solenne del funerale del Cristo Morto.

Per informazioni:AAST Ravello – tel.089/857096

www.ravelloinscena.itravelloinscena@gmail.com

(foto di Emiliano Russo)

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