“Prima ci siamo noi”: la battaglia per la mobilità dei dirigenti scolastici in servizio fuori regione

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Come ogni anno, è arrivato il tanto atteso momento nel quale gli Uffici Scolastici Regionali si occupano della mobilità dei dirigenti scolastici tra malumori, polemiche e giuste rivendicazioni.

È di questi ultimi giorni la protesta dei dirigenti scolastici Imma Picone, Maria Incoronato, Daniela Nappa, Giovanna Tufarelli, Laura Uliano, Angela Augusto, Raffaella Fedele, Silvana Di Caterino, Floriana Raia, Angela Maglio, Renata Ruggiero, Pasqualina Mirarchi, Donatella Dato, Maria Raspaolo, Giuseppina Izzo, Maria Ponticiello, Ersilia Buonocore, Carmela De Vita, Rosalia Marinoche, con lo slogan “Prima ci siamo noi”, hanno fatto sentire la loro voce con un comunicato ufficiale nel quale fanno valere le loro legittime aspettative.

Il comunicato fa seguito a precedenti interlocuzioni con i Direttori degli Uffici scolastici regionali che, non tenendo conto dell’effettiva domanda e dei criteri di legge, hanno limitato ad un massimo del 30% la percentuale delle richieste di trasferimento, privilegiando così i vincitori del concorso più recente a discapito di chi ha più anni di servizio.

“Il problema riguarda soprattutto quei dirigenti impegnati fuori regione, vincitori concorso 2011, che, per cinque anni nell’indifferenza dell’USR Campania, hanno chiesto invano l’agognato trasferimento.”

“A complicare la situazione -si legge nel comunicato- ci sono le rivendicazioni dei presidi che hanno vinto il concorso successivo, nel 2017, considerati “profughi”. Loro”.

Sono circa duecento  “anime erranti”, disperate ma mai perse, con cinque o sei anni di ruolo, i dirigenti che operano fuori regione che sono alla disperata ricerca di rientrare in sedi più vicine alle loro residenze e ai loro affetti familiari.

Sul banco degli imputati di questo caos è lo Stato che “spesso non tutela i diritti che dovrebbe avere in cura, e che spesso questi diritti sono di chi se ne appropria, violando la legge o quanto meno la logica giuridica ed il principio di equità”.

Nel comunicato evidenziano, a chiare lettere, la disparità di trattamento con i docenti, per i quali sussiste il vincolo quinquennale con l’espediente dell’assegnazione provvisoria.

“Si parla di posti a disposizione per il prossimo anno scolastico, sottolineando che un dirigente su due sarà in servizio ancora fuori regione. Si parla, si grida, s’indicono conferenze stampa, si rivendicano diritti continuando ad ignorare quelli altrui”.

Chiedono, quindi, che il rientro dei Dirigenti Scolastici in Campania deve seguire un criterio, equo ed oggettivo.

“Se esiste una anzianità di servizio -si legge nel comunicato- la priorità dovrebbe essere data a coloro che da un maggiore numero di anni lavorano fuori sede. E perciò, chiunque è in grado di capire che, se fosse programmata una mobilità straordinaria, dovrebbe essere rivolta PRIMA a coloro che da più tempo lavorano in sedi, spesso disagiate e/o molto distanti dalla propria casa e dalla propria famiglia”.

Propongono, a tal fine, che la modalità di trasferimento, fermo restando i diritti legati allo stato di salute dei singoli richiedenti, dovrebbe basarsi principalmente sull’anzianità di servizio e che la percentuale delle sedi vacanti a disposizione per i trasferimenti sia nnalzata il più possibile, anche al 100% se occorre, fino ad esaurimento delle domande.

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