Patrimonio culturale immateriale, la Regione istituisce un inventario

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Autore foto: Pierfrancesco Maresca, vietata la riproduzione

Dalle ceramiche artistiche alla lavorazione della castagna. Istituito un inventario che consentirà di preservare gli usi e costumi culturali campani

Il suo nome è Ipic, acronimo di Inventario del Patrimonio Immateriale della Campania ed è stato istituito dall’ente Regione Campania avente lo scopo di catalogare l’intero patrimonio immateriale del territorio, così come previsto dalla dalla Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 17 ottobre 2003, ratificata dall’Italia con legge n°167/2007.

Il patrimonio immateriale, definizione

Ampio è il bacino dei “beni immateriali” che spaziano dagli usi sociali, ai riti religiosi fino alle espressioni culturali, festività e tradizioni in cui le comunità si riconoscono. Insomma, tutto ciò che concerne l’identità locale. Ad oggi figurano già 59 “elementi culturali” , tra i quali la canzone classica napoletana, l’arte del tombolo, la coltivazione del Falerno, la lavorazione della castagna del prete, la ceramica cavese, la maschera di Pulcinella, il culto e la devozione di San Gennaro, la Festa del grano di Foglianise, il Carnevale di Palma Campania e la festa a mare di Sant’Anna a Ischia.

Requisiti per avanzare richiesta

Come riporta il portale ufficiale, è possibile presentare  le candidature – come da disciplinare –  dal 1° settembre al 31 gennaio dell’anno successivo. Ogni comunità può presentare un massimo di 3 candidature. Per ciascuna candidatura presentata la comunità deve indicare la sezione nella quale se ne chiede l’iscrizione. Infine, bisogna dimostrare tra l’altro la storicità dell’elemento culturale, la cui pratica deve essere attestata almeno nei 50 anni precedenti la richiesta di iscrizione, la persistenza di valori sociali e significati culturali correlati al valore identitario dell’elemento culturale, la persistenza di momenti di trasmissione formale e informale, il coinvolgimento delle giovani generazioni, il rispetto della parità di genere nell’accesso all’elemento culturale e la partecipazione attiva della comunità di riferimento nella messa in atto di azioni di salvaguardia e valorizzazione dell’elemento culturale.

L’importanza del patrimonio culturale

Tale iniziativa promossa dall’ente Regione rappresenta senz’altro un ottimo traguardo verso la valorizzazione del patrimonio culturale che, come si evince, è anche di natura “immateriale” e pertanto deve essere salvaguardato e trasmesso alle generazioni future. La Regione Campania è tra l’altro una con il maggior numero di siti Unesco (dai Parchi naturali, alla Costiera amalfitana fino a Napoli) e ciò fa di essa un baluardo della cultura in Italia.

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