La strada provinciale 4, percorso di guerra

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La strada provinciale 4 è quella che, dalla SS18, località Camerelle di Nocera Superiore, dopo aver attraversato i Comuni di Nocera Superiore e Roccapiemonte, lambisce i confini di Castel San Giorgio e di Mercato San Severino; giunto al bivio, le direzioni sono obbligate, o si va a sinistra verso Castel San Giorgio, oppure, dopo una brusca deviazione verso destra, si va a Mercato San Severino, fino al Grand’Hotel Mercato San Severino, all’altezza del quale vi è una ampia rotatoria che di porta verso le autostrade e superstrade  per Avellino, Caserta-Roma, eccetera.

In verità, non è facile districarsi per l’individuazione della stessa nemmeno sulle mappe di Google, tra toponomastica che inganna (quel tratto sulla segnaletica della Provincia è indicato come SP 209, ma sull’elenco delle strade provinciali è elencato come SP 4).

Ma è più difficile dire che andarci, perché chi intende avventurarsi per giungere a Mercato San Severino non può sbagliarsi, anche perché è l’unico tratto di strada che raggiunge questo Comune da Roccapiemonte.

In verità parlare di strada è abbastanza bizzarro, viste le condizioni in cui versa, che lo fa paragonare più a una mulattiera, o a un percorso di guerra.

Chi scrive la frequenta spesso per esigenze familiari o diporto (a Curteri, poco lontano dall’Ospedale Fucito, c’è la rinomata pizzeria-trattoria “La Terrazza” conosciuta per il famoso “Pollo scucchiato)”, e da anni vive il disagio di percorrere quella specie di via, le cui condizioni sono ben visibili nelle foto che corredano questo articolo.

Intanto, già il progetto, allorquando venne redatto, dimostrò una insipienza e pressapochismo da non credere; i “tecnici” che lo fecero evidentemente non erano della zona, e non si presero neanche la briga di fare un sopralluogo: si sarebbero resi conto che quella strada sarebbe stata l’unica che dalla SS.18, tratto Cava – Nocera Superiore, avrebbe condotto ai raccordi autostradali in zona Mercato San Severino, e avrebbero dovuto tener conto non solo del traffico autoveicolare leggero, ma specialmente di quello degli autotreni, che debbono fare i salti mortali per attraversare quelle rotatorie.

Vedendo le fotografie ci si rende conto di ciò che dico.

Pertanto il tratto avrebbe dovuto avere tutt’altre caratteristiche, in termini di percorribilità, di adeguatezza, di sicurezza, a cominciare dal percorso, di una tortuosità pericolosissima, tra curve spesso a gomito e rotatorie strette: addirittura una di esse è invasa da un enorme terrazzo di un fabbricato privato che avrebbe potuto essere ridotto per pubblica utilità. Non si comprende perché, considerato che la strada è stata realizzata tra campi e giardini, non si pensò, all’epoca, ad espropri per renderla meno tortuosa, più larga, quindi adeguata all’uso per il quale venne costruita.

Tralasciamo, poi, le ripide salite e discese, che probabilmente si sarebbero potute evitare, ma insistiamo sulla inadeguatezza del percorso, cominciando dalla larghezza della strada in alcuni tratti molto stretta, quindi inadatta ai mezzi pesanti: salvo errore la maggior parte delle strada è sottoposta al limite di velocità di 50 km.h, ma in alcuni tratti il limite scende a 30 km.h; non sembra che una strada di tale importanza, e di quella lunghezza, possa essere stata costruita per essere sottoposta a tali limitazioni.

E veniamo, poi, alle dolenti note del manto stradale, quasi tutto il quale espone a pericoli di ribaltamento o quanto meno a danni alle vetture in quanto, tra buche, talvolta invisibili, crepe, spaccature e accidenti vari, quanto meno può causare, se no si procede a passo di gallina, danni ai cerchi e alle gomme.

Il verità quasi tutte le strade provinciali si trovano nelle stesse condizioni, però con la differenza che molte sono densamente frequentate, spesso vi sono file di autoveicoli che costringono ad andare a passo d’uomo, motivo per il quale non si subiscono gli stessi disagi; inoltre sulle stesse non c’è un gran transito di autocarri, il che non crea problemi.

Ma sul tratto che stiamo esaminando, che per una più facile individuazione prende i nomi (tratti dalle mappe di Google) di Via Tosta, Via Eliseo, Via Carratù e infine Via Bagnara, in corrispondenza del San Severino Park Hotel, i problemi sono enormi, e l’esame delle foto li evidenzia tutti.

L’assurdo è che quel tratto di strada venne costruito come alternativa al parallelo tratto che attraversa i vari paesi che da Mercato San Severino portano a Castel San Giorgio (Curteri, Costa, Ospizio, Sant’Angelo, Piazza del Galdo), ma c’è chi, potendo, preferisce percorrere gli stessi, quasi tutti ben tenuti, anziché avventurarsi sul percorso di guerra che ho appena descritto.

Mi chiedo: ma il personale tecnico della nostra provincia si prendono la briga, di tanto in tanto, di fare un sopralluogo per rendersi conto dei problemi?

E l’affabile Presidente della stessa, perché di tanto in tanto non si fa un giretto per vedere come esattamente stanno le cose?

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