La “morte” del fiume Sarno, la denuncia di Controcorrente

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L’associazione ambientalista ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione nell’Agro. L’invito è a non “dimenticare” la problematica del fiume Sarno

Da qualche giorno la città di Nocera Inferiore, e probabilmente non solo, è stata tappezzata di manifesti che comunicano la “morte” del fiume Sarno. Una chiara denuncia dell’associazione Controcorrente impegnata nella tutela ambientale di Nocera Inferiore e dell’Agro e nella sensibilizzazione sociale e promozione del disinquinamento del fiume Sarno.

Il messaggio lanciato

Nel manifesto si legge: “Lo piangono i bambini di sessant’anni fa e quanti lo riscoprirono e stimarono ai tempi del Lock-down, quando appariva limpido e in salute“. In effetti il riferimento va proprio alla prima chiusura dell’anno scorso. In quell’occasione si notò che le acque del Sarno apparivano limpide e ripopolate di fauna e flora, circostanza che spinse le autorità – coordinate dall’allora ministro dell’Ambiente Sergio Costa – ad una massiccia attività di indagini e controlli presso gli stabilimenti situati lungo il corso d’acqua, alcuni dei quali operativi.

L’associazione: “Continueremo le nostre attività”

Il nesso tra attività industriali ed inquinamento apparve chiaro all’alba della “ripartenza”. Le acque, precedentemente cristalline, ritornarono scure e salmastre. L’attenzione mediatica e non solo, come vuole far comprendere l’associazione,  si è ridotta col trascorrere del tempo. Infatti essa dichiara in un post:

Oggi il dramma della pandemia globale sembra aver spento i riflettori sul disastro ambientale che viviamo, ma noi abitanti della Valle del Sarno non possiamo permetterci di mettere la testa sotto la sabbia. Per questo continueremo le nostre attività, qui sui social, di scuola in scuola, di piazza in piazza, riempiremo ogni spazio, fisico e non, per riuscire a dar voce al dolore della nostra gente“.

L’invito a non dimenticare

Tuttavia, non si è fermato il lavoro delle Forze dell’ordine che anche successivamente hanno proseguito con le indagini e le verifiche. Ciò che non deve “spegnersi” è l’attenzione della cittadinanza, delle associazioni, della politica locale e dei media. Essi, tutti insieme e sinergicamente, devono continuare a dare il proprio contributo e a lottare per preservare tale risorsa naturale e non relegare tale problematica nell’oblio.

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