Cava, la Croce Rossa Italiana: “Le mascherine le consegniamo a domicilio su richiesta via mail o telefono”

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“Ci sono giunti da parte della cittadinanza, vari appunti inerenti la distribuzione di Mascherine (classificate come non DPI) prodotte dalle sartorie Cavesi DAMARILA e SARTORIA AVAGLIANO e gratuitamente distribuite da noi e dalle altre associazioni locali, in molti casi lamentando gli assembramenti creatisi in alcune situazioni per il ritiro delle stesse oppure la difficoltà di un contatto telefonico diretto. A tal riguardo è doveroso specificare che come Croce Rossa si è dall’inizio deciso di procedere alla consegna delle mascherine previa prenotazione via e-mail o, in tutti quei casi in cui non fosse possibile l’e-mail (anziani, persone in situazioni di disagio economico ecc.) alla prenotazione telefonica o per segnalazione da parte di altre associazioni, enti o Comune“.

Principia così il comunicato stampa del Comitato di Cava de’ Tirreni della Croce Rossa Italiana.

“Si fa anche presente -precisano dalla CRI- che dall’inizio si è preferito consegnare direttamente presso i domicili le mascherine prenotate piuttosto che far venire le persone direttamente presso la nostra sede, tanto che si siamo meravigliati che stessero presentandosi presso la stessa alcune persone, causandoci alcuni piccoli disagi e rallentamenti, nel mentre che gestivamo l’emergenza creatasi dinnanzi la sede stessa.
Questo sia per evitare assembramenti sia per evitare che persone di fatto prive di mascherina si recassero dalle proprie abitazioni fino in sede”.

In ragione della la ridotta disponibilità e volendo cercare ovviamente di distribuirle a più nuclei familiari possibile dove non ci fossero esigenze particolari, i volontari della Croce Rossa Italiana assegnano un numero medio di 2/3 mascherine a famiglia, dando ovviamente la priorità alle persone con fragilità, patologie o problematiche di salute che li rendono più vulnerabili in caso di contagio.

“Siamo dispiaciuti dagli eventuali disagi segnalati da alcuni -spiega la Croce Rossa Italiana- purtroppo però bisogna comprendere che ci troviamo in tempi eccezionali che richiedono cooperazione e condivisione da parte di tutti cercando anche di ragionare in un ottica comunitaria, perché se c’è una cosa che questa situazione ci sta insegnando è che il modo giusto per combattere non è solo quello di proteggere sé stessi ma cercare di proteggere le comunità intere, che è l’unico modo utile a cercare di contenere un’epidemia, non preoccupiamoci solo di fare scorta di mascherine per noi, pensiamo a far sì che la mascherina possa averla anche il nostro “vicino””.

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