Cava de’ Tirreni, ultimo atto del sindaco Servalli: vendere l’ex mercato e gli anziani restano per strada
A pochi giorni dall’asta per l’ex mercato coperto di via Papa Giovanni XXIII, oltre duecento anziani rischiano di perdere la loro sede. L’Amministrazione promette soluzioni, ma per molti è l’ennesima promessa vuota di un quinquennio segnato da svendite, disservizi e un patrimonio comunale ridotto al lumicino
Mancano pochi giorni alla scadenza del bando con cui il Comune di Cava de’ Tirreni intende vendere l’ex mercato coperto di via Papa Giovanni XXIII. Il giorno successivo, il 28 aprile prossimo, si terrà l’asta pubblica: base d’asta 4,1 milioni di euro per un immobile di circa 3.280 mq, su tre livelli, oggi riclassificato a uso commerciale-terziario.
L’edificio, però, non è completamente libero. Al piano rialzato è presente un’attività commerciale; al primo piano opera il Centro Anziani, frequentato da oltre duecento soci; negli altri spazi sono ospitati uffici pubblici come il Centro per l’Impiego e gli ispettori ambientali.
Il Comune si impegna a liberare gli spazi di propria competenza prima della vendita, mentre le occupazioni private resteranno a carico dell’acquirente. Tradotto: il Centro Anziani rischia di ritrovarsi senza sede da un giorno all’altro.
L’Amministrazione ha assicurato che verrà trovata una nuova sistemazione. Una promessa che, però, molti soci considerano l’ennesima promessa da marinaio dell’era Servalli.
«Trovare una sala da ballo per 200 persone, più un’altra per biliardo, carte e TV, non è semplice» spiega un membro del Comitato di Gestione. «Potevano almeno lasciare il piano superiore, dove ci siamo noi e alcuni uffici pubblici. La verità è che tutto questo è stato voluto da questa Amministrazione, bravissima a fare promesse che poi non riesce a mantenere».
Difficile dargli torto, anche perché il cambio della guardia a Palazzo di Città è ormai imminente: tra poco più di un mese l’attuale amministrazione sarà storia.
E così, per molti, questa vendita rappresenta l’ultimo “regalo” del sindaco Servalli alla città, in particolare agli anziani, già penalizzati negli ultimi anni da chiusure, trasferimenti e minacce di smantellamento dei centri di aggregazione.
«Lascio una città più forte», ha dichiarato Servalli di recente. Una frase che molti faticano a comprendere: più forte in cosa? Forse nel fatto che sarà finalmente liberata – dicono i critici – da anni di incapacità amministrativa, indolenza e sciatteria. Una città sempre più insicura, con servizi sociali allo stremo, un apparato comunale ridotto all’osso, bilanci in rosso e un patrimonio pubblico venduto pezzo dopo pezzo.
In questo quadro, suona quasi beffardo lo slogan dell’assessora al ramo, Lorena Iuliano: «Le più belle parole sono i fatti». E in effetti, dopo aver venduto – e secondo molti svenduto – gran parte del patrimonio comunale, impoverendo il Comune e la città, di “fatti” ce ne sono stati fin troppi.
Altro che parole. Qui, davvero, non ci sono parole.







