Cava de’ Tirreni, protesta delle associazioni sportive per i rincari delle tariffe

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Non si placa la polemica per gli aumenti delle tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali a Cava de’ Tirreni.

L’associazionismo sportivo cavese si è riunito sotto Palazzo di Città per protestare contro i rincari delle tariffe orarie delle palestre e delle altre strutture sportive comunali previsti dal bilancio di previsione che il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare il prossimo 30 settembre.

Rincari che, secondo il documento votato dalla giunta, sarebbero schizzati in alto a raggiungere rincari anche del 500% e del 1.000%. Tuttavia le forti proteste hanno portato l’Amministrazione comunale a fare un parziale dietro front nella giornata di ieri, annunciando la riduzione del 50% dei rincari per l’uso delle palestre da parte delle associazioni. Tariffe che restano comunque troppo alte per le associazioni sportive che già fanno fatica a sostenere quelle attuali. Essendo senza scopo di lucro, infatti, offrono la possibilità di praticare sport a tutti richiedendo soltanto di coprire le spese assicurative. Senza contare, poi, che stanno vivendo una delicatissima fase di ricostruzione post-covid.

Tutto ciò ha portato un fiume di giovani di vari settori sportivi a riunirsi sotto il Comune per gridare tutti insieme: “Lo sport è di tutti!”.

“Non siamo affatto d’accordo con questo aumento”, ha affermato il presidende del Cava Basket, Emilio Maddalo, che ha preso la parole a nome delle circa 120 associazioni iscritte agli albi comunali (calcio, sbandieratori, basket, ginnastica ritmica ecc.), molte delle quali presenti in piazza a protestare. “Se non si fa un passo indietro, per le associazioni sportive cavesi significherà la chiusura delle attività. Molte di esse cercavano, anzi, un aiuto, un supporto economico. Ci sobbarchiamo le spese per ogni minima miglioria delle strutture che utilizziamo. Alla luce di ciò i costi sproporzionati che hanno richiesto non sono giustificati”.

Nemmeno Alfonso de Pisapia, decano degli allenatori cavesi del basket, è d’accordo: “È una situazione intollerabile. Non si può recuperare un disavanzo di bilancio sulla pelle dei giovani. Un aumento di questo tipo è inaccetabile, anche perché il servizio è scadente. Non ha un palazzetto dello sport, ha pochissime palestre, quasi tutte scolastiche, è chiusa la piscina comunale, così come la tensostruttura. Le società non potranno pagare queste cifre esorbitanti e saranno costrette a chiudere. Lo sport significa salute, inclusione, etica. Non si può mettere a rischio sopravvivenza questo settore che svolge un ruolo fondamentale sul piano educativo”.

Le società presenti alla manifestazione di protesta pacifica hanno fatto le seguenti richieste: esenzione totale del pagamento delle tariffe per l’uso delle strutture per l’anno 2021/2022; il mantenimento delle vecchie tariffe con eventuali piccoli ritocchi in base ai metri quadri e ai servizi utilizzati, per gli anni successivi; la convocazione di un delegato per ogni tipologia di associazione durante le riunioni dell’omonima commissione consiliare per una maggiore concertazione tra amministrazione e operatori del settore.

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