Cava de’ Tirreni, Notte Bianca: un successo annunciato in una città che fa flop

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foto Aldo Fiorillo

Notte dell’Epifania agrodolce per il sindaco di Cava de’ Tirreni Vincenzo Servalli, il quale dopo che è giunto sul palco della Notte Bianca dove lo attendeva il cantante Enzo Avitabile, è stato accolto con qualche timido applauso e diversi sonori fischi.

Una situazione imbarazzante per il primo cittadino metelliano che ha comunque tirato dritto e ha salutato il pubblico che affollava la piazza per ascoltare il concerto.

Non è la prima volta che un sindaco riceve questo trattamento da parte dei cavesi. Ricordiamo la Notte Bianca del 2015 durante la quale sonori fischi accolsero la salita sul palco dell’allora sindaco Marco Galdi che fu poi, qualche mese dopo, sconfitto alle elezioni amministrative proprio da Vincenzo Servalli. Anche in quel frangente sul palco c’era Enzo Avitabile e, come è comprensibile, ci furono levate di scudi di accoliti contro il gesto spontaneo di dissenso di diversi cittadini.

Sicuramente, però, è stata la prima e plateale contestazione pubblica nei confronti del sindaco Servalli al di là dei social che ci hanno abituato alla polemica quotidiana. Per il resto, la Notte Bianca si è dimostrata vincente, come tutte le precedenti edizioni in questi quasi vent’anni dall’esordio. Complici le favorevoli condizioni meteorologiche, le temperature miti e la voglia di ripartire dopo due anni di stop forzato dal Covid, migliaia di persone hanno invaso la cittadina cavese. Parcheggi completi, traffico in tilt, sia verso Vietri che verso Nocera, e strutture di ristorazione piene di clienti, hanno fatto da sfondo alla notte della Befana che è anche l’occasione per fare qualche riflessione.

Liquidare quei fischi come espressione di qualche fessacchiotto o di persone che dicono di amare Cava e che non perdono occasione per denigrarla, vuol dire non avere o non voler avere connessione con la realtà. La città vive un momento non felice, di recessione e di crisi che si ripercuote in tutti gli ambiti, a partire da quello economico fino ad arrivare allo scoraggiamento che invade l’animo dei cavesi che si sentono privi di entusiasmo, vessati dalle tasse, dalle tariffe aumetante, dalle strisce blu che spuntano come funghi, dalle carenze strutturali, dalle strade colabrodo, dai lavori infiniti, dai debiti comunali e da tanto altro con cui quotidianamente sono costretti a convivere, anelando a giorni migliori che al momento sono ben lungi dal venire.

La Notte Bianca è stata un successo, ma è sempre stato così, a prescindere dall’Amministrazione comunale di turno che se n’è fregiata. E, in verità, nelle passate edizioni abbiamo avuto anche programmi più ricchi in cui non si concentrava tutto soltanto sul concerto di un noto artista, ma si dava spazio alle esigenze dei bambini, ai giovani, agli artisti di strada ecc.

Non stiamo facendo gli uccelli del malaugurio, ma sono gli altri 364 giorni dell’anno che contano, che fanno la differenza. E non possiamo esimerci dal fare queste riflessioni.

Ben venga il successo della Notte Bianca, ne siamo tutti contenti e partecipi. Ha dato sicuramente un attimo di ossigeno alle casse di tanti esercenti ed è stata l’occasione per attirare un po’ di gente a Cava. Ma, se qualcuno non se ne fosse accorto, ci siamo lasciati alle spalle una delle stagioni estive più grigie e tristi degli ultimi tempi con il nulla in città, trovandoci a dover invidiare finanche l’ultima sagra della trippa e fagioli di paese. Niente eventi, niente turismo, niente animazione per chi non è andato in ferie. E che non ci vengano a dire che il tutto esaurito nei bed and breakfast sparsi nel centro e nelle varie frazioni è turismo, né lo è qualche avventore che si è fatto una passeggiata sotto i portici ogni tanto. Il turismo è ben altra cosa! Basta affacciarsi non nella super glamour Costiera Amalfitana, ma nella vicina Vietri sul Mare che noi, erroneamente, riteniamo essere soltanto la nostra succursale estiva per i bagni a mare. Vietri è da settimane invasa da turisti provenienti da ogni dove. Certo, un turismo in molti casi mordi e fuggi poiché anche lì vi sono enormi potenzialità non sfruttate dall’Amministrazione comunale che potrebbero far assurgere la cittadina a regina della Costiera e non solo, ma che comunque dà importanti sacche di ossigeno alla economia vietrese. A Cava si farebbe festa grande se arrivasse un terzo del turismo vietrese.

La programmazione degli eventi natalizi, oltre che giunta con grande ritardo, è stata una delusione per i cavesi. A parte le presentazioni di libri e pregevoli concerti di musica classica che sono tanto culturalmente interessanti, quanto di nicchia, il programma è stato, a detta di molti, scarno e insoddisfacente per il grande pubblico cittadino, con buona pace dell’assessore alla Cultura, Armando Lamberti, che si trova a dover friggere il pesce con l’acqua e si adopera dando il meglio di sé in una situazione per nulla invidiabile.

E questi sono dati incontrovertibili, così come lo è il fatto che finite le feste e calato il sipario, vi sarà tanto da lavorare per una Cava migliore. I cittadini metelliani saranno sottoposti nei prossimi anni a sacrifici enormi che non andranno di pari passo con i servizi offerti, lo dice la legge dei numeri, se non si riuscirà ad approntare un cambio di passo.

I fischi sul palco sono stati la cartina di tornasole di una disaffezione verso la politica cittadina di cui il sindaco Servalli è il massimo esponente. Non prenderne atto è come voler mettere la testa sotto la sabbia, negando l’evidenza. Se ne facciano una ragione i follower che non perdono occasione per indicare, con scarsa o nulla obiettività, come fazioso chiunque osi esprimere un pensiero critico.

Resta una speranza: Cava è in difficoltà, ma sempre viva. E da questa constatazione bisogna ripartire. Con coraggio e progettualità.

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