Cava de’ Tirreni, Massimo Buchicchio sul bilancio del Comune: “A Servalli è mancata la diligenza del buon padre di famiglia”

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“Vi è l’amara sensazione che ci troviamo al cospetto di un vero e proprio sperpero del denaro pubblico”

«A Servalli, nel gestire il Comune, è mancata la “Diligenza del buon padre di famiglia” tipica dell’uomo ‘medio’».

E’ quanto dichiara, senza mezzi termini, Massimo Buchicchio, responsabile del Dipartimento per gli indirizzi politico-finanziari del Movimento “La Fratellanza”. Cavese, 67 anni, commercialista, consulente del lavoro e revisore legale, Massimo Buchicchio, è  stato dipendente della UniCredit ex Banca di Roma, dal 1974 al 2017, dove ha ricoperto incarichi di direzione, dopo un passato giovanile nel movimento studentesco.

“Il bilancio comunale -spiega Buchicchio- ha un grande valore. È un documento che descrive le risorse finanziarie dell’Ente ed illustra come l’Amministrazione comunale le impiega per il bene della comunità. Dalla lettura del consuntivo 2020 emerge chiaramente l’attuale situazione di crisi in cui versa il Comune di Cava de’ Tirreni che trae origine, senza ombra di dubbio, da discutibili politiche di Bilancio attuate nell’ultimo quinquennio dal sindaco Servalli. La disamina, di alcune poste di bilancio, lascia trapelare scetticismo proprio sulla corretta conduzione dell’attività politica”.

In pratica?

“Il Comune di Cava de’ Tirreni, presenta nel proprio bilancio, fattori di squilibrio tali da mettere a rischio la certezza che l’Ente possa assicurare l’assolvimento delle proprie funzioni e garantire i servizi indispensabili e/o far fronte, ad obbligazioni passive liquide ed esigibili, con i mezzi “ordinari”. Ancora una volta, intervengo sull’argomento “Bilancio Consuntivo 2020” del Comune di Cava de’ Tirreni, cercando di semplificare la esposizione delle voci di bilancio per consentirne una più agevole comprensione per i non addetti ai lavori”.

“Non è colpa del Covid ma della cattiva gestione di Servalli: l’attuale stato deficitario è il risultato di eccessive spese, molte ritenute inutili”

Bene, siamo tutto orecchi…

“Già dal mese di maggio scorso, avevo posto in risalto che il Comune di Cava era ad un passo da un possibile default e con più comunicati stampa, anticipavo alla cittadinanza che l’indebitamento comunale 2020 sarebbe stato di circa 12 milioni che, sommati al disavanzo del rendiconto 2019, portavano l’Ente ad un deficit complessivo di 40 milioni di euro. Invece, Servalli e l’assessore al Bilancio, hanno tentato di far credere che, la causa principale del deficit, derivava dalle mancate entrate del 2020 e dalla gestione dell’epidemia covid-19. Si erano spinti perfino a prevedere un disavanzo comunale, per il 2020, di solo 7 milioni. Tutto ciò è falso. Il Covid non ha influenzato negativamente il risultato. Infatti, come si evince dal bilancio consuntivo, il “Risultato d’Amministrazione 2020” è stato positivo per  euro 50.102.501,17 migliore rispetto al risultato del 2019 che fu di euro 44.524.475,61. Il miglioramento del Risultato di Amministrazione non è stato però sufficiente per coprire i dovuti accantonamenti e i vincoli dovuti per legge, così come risulta dalla seguente tabella:

Ecco spiegato in sintesi come si è giunto al disavanzo che ha ridotto il Comune di Cava de’ Tirreni strutturalmente “deficitario”.

La cattiva gestione ha portato il “Tempo medio ponderato dei pagamenti 2020” a 134 giorni, con un importo scaduto e non pagato al 31/12/2020 di euro 18.318.082,86 con il saldo cassa pari a zero”.

E secondo lei cosa Servalli e soci dovevano fare e non hanno fatto?

“Per evitare il dissesto occorreva che, l’Amministrazione Servalli, nel corso del suo quinquennio,  avesse attuato una accorta politica di Bilancio operando sul contenimento dei componenti negativi di gestione. L’attuale stato “deficitario” è il risultato di eccessive spese, molte ritenute inutili”.

Ci fa qualche esempio concreto?

“Limitandomi solo a quanto emerge dal Bilancio 2020, non posso esimermi dal porre in evidenza l’eccessiva esternalizzazione di “Prestazioni di Servizi” per ben euro 19.845.781,37. Viene spontaneo allora chiederci, il perché, e se era proprio necessario ricorrere a tante “Prestazioni di Terzi” e pagare per:

senza avere, poi, un riscontro di un reale miglioramento nei vari servizi resi alla cittadinanza. Per questo si ha l’amara sensazione che ci troviamo al cospetto di un vero e proprio sperpero del denaro pubblico. Di contro l’Amministrazione Servalli ha speso zero euro per l’ “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca” e per “Energia e diversificazione delle fonti energetiche””.

Se è come dice lei, viene da chiedersi il perché questa politica da cicale?

“Sotto i portici corre la voce che, tutto questo, è l’inevitabile conseguenza di azioni e interventi posti in essere dall’amministrazione Servalli a fini elettoralistici. Credo che ciò non risponda a vero ma, nel caso il fatto sia vero, sarebbe disdicevole. Sarebbe impossibile, ovviamente, in questa sede, pensare di poter affrontare compiutamente un tema così complesso e proporre alcune osservazioni che mirano soprattutto ad offrire una prospettiva critica. Da ultimo evidenzio che è stata sicuramente inefficiente la verifica, al Comune, del funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle regole contabili e dell’equilibrio di bilancio dell’ente locale. Da ultimo evidenzio che l’Amministrazione Servalli, difronte alla sussistenza di una manifesta situazione di deficitarietà, ora cerca anche di proporsi per gestire la procedura del riequilibrio finanziario pluriennale. Ma non è capace di dare alla città alcuna garanzia in proposito. Sono 5 anni di cattiva gestione di Servalli che ha causato il problema; non si può lasciare proprio a Servalli gestire la procedura del riequilibrio finanziario”.

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