Cava de’ Tirreni, l’Associazione Trombonieri Sbandieratori e Cavalieri accusa l’Amministrazione comunale: “Manifestazioni Storico Folkloristiche: quale ripartenza?”

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“Dal 1987 anno di fondazione, l’Associazione Trombonieri Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’ Tirreni (A.T.S.C.) ha avuto come obiettivo difendere e valorizzare le tradizioni storico-folkloristiche cavesi ponendo al centro della propria attività i festeggiamenti in onore del SS. Sacramento, evento più noto come Festa di Monte Castello, e organizzando l’attesissima “Disfida dei Trombonieri”. Le note vicende legate alla pandemia Covid-19 hanno fermato il mondo intero e di conseguenza anche gli eventi storico-folkloristici cittadini che hanno ceduto il passo all’emergenza sanitaria”.

Con tale introduzione principia il comunicato stampa dell’Associazione Trombonieri Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’ Tirreni, contenitore e coordinatore dei vari sodalizi che caratterizzano il folclore cavese, che continua: “Il 2022 è stato denominato anno della “ripresa”, con una progressiva riduzione delle restrizioni e con il ritorno alla normalità di tutte le attività ante-pandemia. Spettacoli teatrali, fiere, concerti e manifestazioni pubbliche hanno ripreso a scandire la vita delle città, e anche le più note manifestazioni storico-folkloristiche d’Italia sono state programmate da tempo per il corrente anno”.

E qui cominciano le doglianze nei confronti dell’Amministrazione comunale.

“Nonostante proclami Urbi et Orbi, ad oggi, all’A.T.S.C. non è pervenuto un programma definitivo dei principali eventi storico-folkloristici cittadini. Abbiamo chiesto un tavolo di confronto con l’Amministrazione Comunale e l’Ente Montecastello sin da Settembre 2021. “Non è accettabile che il tavolo di lavoro si sia costituito da meno di un mese con oggetto di discussione programmi improvvisati ed inattuabili.”

“Per quanto concerne il capitolo Disfida dei Trombonieri – continua il comunicato stampa dell’associazione nel suo atto di accusa per l’approssimazione e la non chiara definizione dei programmi – al momento non è noto neanche l’importo del contributo comunale, elemento minimo e imprescindibile per poter programmare l’evento. A meno di trenta giorni dall’inizio delle manifestazioni, riteniamo tutto ciò paradossale e deleterio, in primis nei confronti di tutte le associazioni folkloristiche cavesi che hanno come scopo sociale onorare il Santissimo Sacramento, poi nei confronti di tutti i cittadini che dopo tre anni attendono e credono di poter rivivere emozioni e sentimenti che solo Cava ha saputo dare, almeno fino a qualche anno fa…”.

“Ad oggi – conclude mesto e minaccioso il comunicato dell’A.T.S.C. – non sembrano esserci i presupposti per poter svolgere un cammino comune”.

Cosa dobbiamo, dunque, attenderci nooi cittadini cavesi per le imminenti festività religiose e folcloristiche metelliane che attendiamo con ansia? Al momento, pare, nulla di buono.

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