Cava de’ Tirreni, il PD protesta: esclusi i consiglieri più votati dal tavolo del Campo Largo
Il Partito Democratico critica la riunione convocata da Giancarlo Accarino, denunciando l’assenza — perché non invitati — dei due consiglieri più votati. Il segretario provinciale Coscia richiama alla rappresentanza democratica e avverte: iniziative divisive mettono a rischio la ricostruzione del centrosinistra cavese
A Cava de’ Tirreni si accende il dibattito interno al centrosinistra dopo la riunione del cosiddetto “Campo Largo”, convocata venerdì scorso dal neo consigliere comunale Giancarlo Accarino. Un incontro che avrebbe dovuto segnare l’avvio di un percorso condiviso, ma che si è trasformato in un caso politico destinato a lasciare strascichi.
Secondo quanto denunciato dal Partito Democratico, alla riunione non sono stati invitati Lorena Iuliano e Luca Narbone, i due consiglieri comunali dem più votati alle ultime elezioni e protagonisti del risultato che ha permesso al PD di contenere una sconfitta che rischiava di assumere proporzioni ben più pesanti. Una scelta giudicata “inspiegabile” e “mortificante” per il consenso espresso dai cittadini, che ha immediatamente sollevato interrogativi sulla gestione del tavolo politico.
A complicare ulteriormente il quadro, alcune testate locali hanno riportato la presenza di esponenti e iscritti del PD. Il partito, però, ha chiarito che si è trattato di partecipazioni esclusivamente personali, non concordate con gli organismi democratici e dunque prive di qualsiasi rappresentatività ufficiale.
Il segretario provinciale Giovanni Coscia, intervenuto con una nota dai toni netti, ha ribadito che il PD — insieme ai suoi due consiglieri comunali — è impegnato nella costruzione di un percorso “serio, credibile e inclusivo”, fondato sul rispetto della rappresentanza e sul coinvolgimento di tutte le forze che intendono contribuire al rilancio del centrosinistra cavese. Un messaggio che punta a ricomporre il quadro politico dopo una campagna elettorale complessa e un risultato che ha lasciato il fronte progressista in cerca di una nuova identità.
Coscia avverte però che iniziative che prescindono dal confronto con gli eletti rischiano di alimentare ulteriori divisioni, compromettendo quel percorso di unità responsabile che — sottolinea — “la città oggi ha profondamente bisogno”. Il riferimento è chiaro: senza un metodo condiviso e senza il riconoscimento del ruolo dei rappresentanti scelti dagli elettori, ogni tentativo di ricostruzione rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro.
La vicenda del “Campo Largo” apre dunque un fronte delicato nel centrosinistra cavese, chiamato a trovare una sintesi tra esigenze di rinnovamento, rispetto delle regole democratiche interne e necessità di presentarsi come alternativa credibile all’amministrazione in carica. Le prossime settimane diranno se questo incidente sarà un ostacolo o un punto di partenza per una nuova fase politica.
In conclusione, finita la campagna elettorale con gli esiti disastrosi ben noti, nel centrosinistra e nel Pd la guerra continua.








Il PD sta dicendo inesattezze. Io sono stato alla riunione di venerdì e garantisco come sono stato invitato da accarino sono stati tutti invitati compresi i due consiglieri del pf assenti. Ci siamo tutti amareggiati. Questa polemica di non essere stati invitati è fuori luogo.