Cava de’ Tirreni, il CoBeCo incontra Accarino: patrimonio comunale, Manifattura e codice etico al centro del confronto
Nel faccia a faccia tra il Coordinamento dei Beni Comuni e il candidato sindaco Giancarlo Accarino emergono nodi cruciali: tutela del patrimonio, futuro dell’ex Manifattura e rifiuto di firmare il Codice etico
Proseguono a Cava de’ Tirreni gli incontri del Coordinamento dei Beni Comuni (CoBeCo) con i candidati alla carica di sindaco in vista delle elezioni del 24 e 25 maggio 2026. Venerdì 15 maggio è stato il turno di Giancarlo Accarino, candidato del centrosinistra, chiamato a confrontarsi su temi centrali per la città e sul ruolo che l’amministrazione dovrà assumere nella tutela del patrimonio pubblico.
Il CoBeCo ha ribadito la richiesta di un impegno chiaro: proteggere i beni comunali di valore storico, artistico e identitario, evitando ogni ipotesi di alienazione e promuovendone invece la valorizzazione e la fruizione pubblica. Una linea che richiama le buone pratiche previste dal regolamento comunale sulla cura condivisa dei beni comuni. Nel documento si legge: «Il COBECO ha chiesto che nel caso di elezione venga assunto l’impegno di tutelare il patrimonio comunale avente valore storico, artistico ed identitario, di non proporne l’alienazione e promuovere la sua valorizzazione».
Accarino ha dichiarato di condividere “in linea di principio” l’impostazione del Coordinamento, ma ha richiamato la necessità di conciliare tali obiettivi con la situazione economico-finanziaria del Comune. Eventuali modifiche al piano delle alienazioni, ha spiegato, dovranno essere valutate senza compromettere l’equilibrio del Piano di Riequilibrio finanziario.
Il nodo dell’ex Manifattura di viale Crispi
Uno dei passaggi più delicati del confronto ha riguardato il futuro dell’ex Manifattura Tabacchi. Il CoBeCo ha contestato ad Accarino l’inserimento nel programma elettorale dell’ipotesi di trasformare l’immobile in una struttura alberghiera. Il comunicato riporta: «Il CoBeCo ha contestato ad Accarino l’inserimento nel programma elettorale della proposta di trasformare in un albergo l’ex Manifattura tabacchi».
Accarino ha definito quella proposta come una sua idea personale, precisando però che ogni decisione sarà sottoposta a un’ampia consultazione pubblica una volta completata l’acquisizione dell’immobile. Una posizione che apre alla partecipazione, ma che non scioglie del tutto le perplessità del Coordinamento.
Il rifiuto di firmare il Codice etico
Altro punto di frizione è stato il Codice etico dell’Amministratore Comunale, che il CoBeCo chiede ai candidati di sottoscrivere. Accarino ha respinto la richiesta, definendola “offensiva” alla luce della sua storia personale e professionale. Nel comunicato si legge: «Afferma di ritenere offensiva la richiesta di firmarlo, in considerazione della sua specchiata moralità… e pertanto non intende firmarlo».
Il candidato ha rivendicato una lunga carriera dirigenziale in ambito sanitario, mai segnata da vicende penalmente rilevanti, sostenendo che la sua condotta professionale rappresenti già una garanzia sufficiente.
Un confronto che apre il dibattito cittadino
L’incontro tra CoBeCo e Accarino si inserisce in un percorso di dialogo che il Coordinamento sta portando avanti con tutti i candidati, con l’obiettivo di portare al centro della campagna elettorale i temi della tutela dei beni comuni, della trasparenza amministrativa e della partecipazione civica.
Il confronto ha evidenziato convergenze di principio ma anche divergenze significative, soprattutto sul destino dell’ex Manifattura e sulla questione del Codice etico. Temi che, inevitabilmente, continueranno ad animare il dibattito politico cittadino nelle prossime settimane.







