Cava de’ Tirreni, i cavesi inferociti per gli spropositati aumenti del permesso di sosta per i residenti

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Rivolta dei cittadini di Cava de’ Tirreni titolari di abbonamenti del servizio di sosta auto contro il rincaro delle tariffe che hanno raggiunto anche la soglia del 500%.

Un vero salasso, dopo che l’Amministrazione comunale del sindaco Servalli con delibera di Giunta ha approvato questi aumenti lo scorso autunno, che i cavesi ritengono assolutamente ingiustificati e che contribuiscono a ridurre il potere di acquisto in tempi in cui i cittadini già vengono tartassati da aumenti diffusi di tutti i servizi.

In tanti in questi giorni, per il rinnovo del permesso residenti, si stanno attivando per presentare l’attestazione ISEE per pagare la nuova cifra in relazione alla fascia di reddito alla quale si appartiene. Fino allo scorso anno la tariffa era uguale per tutti e la cifra era di 50 euro. Con le nuove disposizioni votate dalla maggioranza amministrativa gli aumenti arrivano alle somme di 100, 200 e fino a 300 euro.

Diciamo che di questi aumenti si poteva fare davvero a meno in tempi come questi dove i cittadini già vengono tartassati da aumenti diffusi di tutti i servizi, a cominciare dalle bollette per l’energia.

Su Facebook, da tempo ormai luogo deputato per la diffusione di notizie dagli stessi politici e agorà di confronto tra la gente, si è scatenata una ridda di polemiche. Abbiamo estrapolato alcuni dei tanti commenti contrari alla risoluzione. In molti, in verità, inveiscono contro la Metellia Servizi, la società partecipata che gestisce il servizio di sosta, dimenticando che la stessa è una mera esecutrice materiale delle scelte politiche decise dall’attuale Amministrazione Servalli.

“Rinnovi parcheggio residenti: non solo ti salassano, dovresti perdere chissà quanto tempo per produrre un ISEE che dimostri tutta la tua vita, il tuo conto corrente, la tua famiglia, la tua casa, il tuo lavoro. I problemi no? Ma davvero scherziamo. Siete il peggio che abbia mai visto. Ti costringono a rinnovare quello a tariffa più alta, lì non devi dimostrare nulla”, ha scritto la signora Monica Bisogno che ha dato il via con questa sua riflessione a una scia di commenti.

Al suo si aggiunge quello di Margherita Di Marco: Manca poco per una rivoluzione. Non se ne può più! Qui ogni giorno devi fate una guerra con qualcuno e cacciare soldi per non avere nulla, è la fine siamo arrivati alla frutta”.

“Pensa che a Pozzuoli i residenti pagano 40 euro all’anno”, è la replica di Nello Siani.
Eloquente la risposta di Marco Medolla: Torino è stata la prima città a prevedere tariffe in base all’ISEE, ma la tariffa massima è di 180 euro con ISEE maggiore di 50 mila euro”.
Alfonso Cesaro, che per un breve periodo ha rivestito i panni di consulente alla spending review del sindaco Servalli, una sorta di Cassandra inascoltata potremmo dire oggi, ha così esposto il suo pensiero: La tariffazione delle soste andava differenziata sia in base al tempo che nel “costo”, considerando le difficoltà delle famiglie residenti, mantenendo un prezzo “politico”. Il maggior introito, che poteva essere giustificato per i “non residenti”, è una goccia d’acqua e qualche piccolo risultato si avrà tra qualche anno. In effetti è una sconfitta politica. Sarebbe stato meglio individuare aree da destinare a “parcheggi pertinenziali” da offrire ai residenti in “concessione” ad un costo contenuto. Questo avrebbe permesso di capitalizzare le esigenze della comunità e, allo stesso tempo, risolvere il deficit comunale”.
Intanto, tra i cittadini scontenti, serpeggiano idee di petizioni e class action. Non sappiamo se vi siano i termini legali per poter agire in queste direzioni, ma una cosa è certa: in un periodo come questo anche pochi euro fanno la differenza e qui, purtroppo, non stiamo parlando di qualche euro in più…

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