Cava de’ Tirreni, dirigenti comunali nell’occhio del ciclone per i 58 milioni di debito

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Ieri sera, il Consiglio comunale di Cava de’ Tirreni ha votato con parere favorevole, dopo un lungo e articolato dibattito, il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale per risanare i conti del Comune. La situazione debitoria è di 58 milioni di euro e, essendo impossibile colmarla con le entrate correnti, l’unica strada possibile è stata quella di ricorrere a un piano di riequilibrio pluriennale che consentirà di ripianare i debiti in circa 15/20 anni.

La delicatezza della misura da adottare ha scatenato non poche polemiche tra i consiglieri comunali che, a turno, hanno preso parola per esprimere il proprio parere prima della votazione. Di particolare rilievo quello del presidente del Consiglio, Adolfo Salsano, ex assessore al Bilancio. “Voto convintamente con parere favorevole all’adesione al piano di riequilibrio –ha esordito Salsano- ma ho tantissime preoccupazioni sulla capacità di riempire questo piano di contenuti legittimi e percorribili. Il Sindaco ha commesso l’errore di dare credito alle convinzioni (sbagliate) di alcuni dirigenti dell’Ente. Si parlava di piano di riequilibrio già un anno fa, quando questa ipotesi non aveva ragione di esistere. C’era la possibilità di evitare di giungere a questa risoluzione, ma ho visto solo irrigidimenti e rilassamenti”.

Come un cecchino, il presidente Salsano, nella sua filippica, ha individuato quelli che ritiene gli autori di questo risultato che non ha esitato a definire negativo: dirigenti arroccati nelle proprie convinzioni e politici che non hanno tentato di contrapporsi e trovare soluzioni alternative.

“Se ci troviamo in questa situazione –ha proseguito- non è per colpa della politica. Do il mio voto favorevole, ma le cose devono cambiare radicalmente già dal giorno seguente. Chi ci ha portato in questa situazione ha il dovere morale di farcene uscire. Debbono lavorare alacremente in virtù del lauto stipendio che percepiscono a fine mese! Siamo in una barca di guai non per colpa nostra e ne dobbiamo uscire”.

Una dura invettiva contro la classe dirigenziale comunale, quella di Salsano, rea, a suo dire, del disastro finanziario in cui versa l’Ente comunale. “Non aderire al piano di riequilibrio, significherebbe automaticamente andare in dissesto. O ci sarà un cambiamento –ha concluso- oppure la prossima volta avrò difficoltà a votare a favore. Mi ritengo della maggioranza perché ho firmato un programma condiviso dal quale non mi sono allontanato ma, che almeno momentaneamente, è arenato”. Infine, rivolgendosi direttamente al Sindaco: “Se vedrò ancora rilassamento, Adolfo Salsano sarà un tuo nemico, in virtù del bene che voglio alla città di Cava”.

Insomma, se ci troviamo in questo guaio, la colpa è tutta dei dirigenti comunali secondo Salsano. I dirigenti e le loro lotte intestine sono finite nell’occhio del ciclone. Un passaggio su queste figure tecniche è stato fatto anche dal consigliere Marcello Murolo.

“Non c’è stato un tentativo di analisi dall’assessore al ramo, Antonella Garofalo, sul perché si è arrivati a questo punto. Se si voleva rispettare il Consiglio comunale bisognava dirci qualcosa di più delle ovvietà che abbiamo sentito. In numerose occasioni ho sollecitato a muoversi, ho ricordato che il tempo non è un elemento neutrale. E’ stato detto che la colpa è dei dirigenti. Può darsi. Allora smettiamola di fare i complimenti a ogni delibera che viene approvata e di ringraziare per il più banale dei provvedimenti. Se sono tanto bravi, non è possibile arrivare al punto in cui siamo e continuare nelle lodi. Decidiamoci una buona volta. E’ facile autoassolversi, complimentarsi un giorno e criticare il successivo. Decidiamoci. La colpa è dei dirigenti? Ma l’Ente comunale non è costituito da un solo organo. Chi ha la responsabilità politica di controllare l’azione, l’efficacia e l’economicità dell’azione amministrativa che si esprime tramite i dirigenti? Chi amministra non può assistere inerte a quello che fa la macchina comunale. Si continuano a nascondere le vere ragioni del deficit in cui ci troviamo”.

Murolo ha continuato esponendo in maniera dettagliata i suoi dubbi: “Non possiamo dire che ci siamo accorti soltanto ieri che il passivo comunale ammonta a 58 milioni di euro per colpa di qualcun altro. Un po’ tutti hanno affermato che occorre un cambio di passo. Lo ribadisco anche io, ma ripropongo anche una domanda che già ho posto in passato: con gli stessi metodi e con le stesse persone è possibile un cambio di passo? E’ politicamente pensabile che chi ha responsabilità, possa gestire la fase di individuazione delle scelte strategiche di lungo respiro, necessariamente coraggiose e dolorose, che abbiamo dinanzi?”.

Infine, una cupa profezia riguardo l’approvazione del ricorso alla procedura di riequilibrio: “Stasera stiamo facendo un salto nel buio perché stiamo approvando un concordato in bianco, privo di contenuti. Se non con un progetto, bisognava presentarsi con un quadro strategico chiaro”.

Alea iacta est. Il dado, ieri sera, è stato tratto. Un lungo e tortuoso cammino attende la città di Cava e i suoi protagonisti politici.

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