Cava de’ Tirreni, al Della Corte Vanvitelli si è parlato della guerra in Ucraina con il vice ministro degli Esteri on. Edmondo Cirielli

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L’Istituto Della Corte Vanvitelli di Cava de’ Tirreni, questo venerdì ha ospitato una spiccata personalità politica: il Vice Ministro degli Esteri della Repubblica l’on. Edmondo Cirielli.

L’evento, organizzato dalla redazione del giornale Ulisse on-line e condotto dal direttore dello stesso Pasquale Petrillo, coinvolge non solo la popolazione cavese ma anche gli studenti degli Istituti Secondari di II° grado per trattare un argomento attuale e vicino a noi da febbraio di quest’anno, il cui titolo è: “Ucraina, guerra e pace”.

Dall’auditorium del Della Corte Vanvitelli l’evento è iniziato con i saluti della dirigente scolastica  prof.ssa Franca Masi, la quale, come sempre accoglie iniziative come queste per cercare di sensibilizzare quanto più gli alunni verso la realtà che li circonda, spesso ostile tanto da reagire con la violenza pur di tutelare gli interessi espansionistici, o meglio, nazionalisti come nel caso della Russia che con prepotenza cerca di conquistare i territori dell’Ucraina pensando che il dominio su queste popolazioni le sia dovuto.

Successivamente è intervenuta la giornalista Silvia Lamberti rivolgendo domande molto interessanti all’onorevole Cirielli circa la situazione di conflitto tra Russia e Ucraina che vede coinvolti obbligatoriamente giovani e ragazzi a combattere sul fronte senza essere, magari, nemmeno preparati nell’uso delle armi. Anche gli alunni dei vari istituti hanno posto delle domande davvero cariche di significato, infatti, chiedevano spesso quale potesse essere una trattativa pacifica per far cessare questo conflitto.

L’on. Cirielli, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, ha evidenziato anche un altro aspetto di cui si sente parlare poco: i crimini di guerra rivolti soprattutto a danno delle donne come, ad esempio, stupri, violenze da parte dei soldati che cercano comunque di giustificare quei loro comportamenti. Spiega inoltre che l’Italia per crimini come questi poc’anzi citati prevede sanzioni diverse, molto più dure nel caso vengano commessi in un periodo di guerra.

L’auspicio che ci si pone è  che questo conflitto  possa cessare presto poiché i danni sono già tanti e le persone decedute aumentano sempre di più ma, tutto ciò, si potrebbe evitare con compromessi pacifici, ripudiando ogni tipo di conflitto. (foto Mimmo Giordano)

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