Cava, Bastolla attacca l’assessore Nunzio Senatore e l’Amministrazione Servalli: “Fanno gli struzzi davanti ai problemi”

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l'assessore Nunzio Senatore (foto di Gabriele Durante)

“È ormai diventata prassi dell’Amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni avere il comportamento dello struzzo: insabbiare la testa quando è il momento di affrontare le vere difficoltà incontrate dalla città, emergere dalla posizione di indifferenza, invece, quando vi è la necessità di evidenziare qualche pecca”.

A pronunciare parole tanto sferzanti è l’ex assessore comunale Enrico Bastolla che, in un comunicato stampa, punta l’indice contro l’Amministrazione Servalli e, nello specifico, l’assessore Nunzio Senatore e la “questione rifiuti urbani”.

“Ci riferiamo alla polemica gratuita innescata dall’Assessore all’Ambiente, Nunzio Senatore – continua Bastolla nel comunicato – nei confronti dei festoni e degli addobbi sistemati dai tifosi, la settimana scorsa, per i festeggiamenti del centenario della fondazione della Cavese Calcio. Evento unico ed eccezionale. Ricordando che in occasione delle vittorie di campionato nessuno mai osava non lasciare traccia di ciò che era un vanto per la città, è pur vero che il “salotto” del Corso principale va salvaguardato, ma non tralasciando il resto della valle come le frazioni, abbandonate ormai a se stesse, inondate di rifiuti di tutti i generi, cui non si è posto rimedio nemmeno aumentando, e non diminuendo, la TARI”.

Enrico Bastolla continua poi nella sua invettiva politica dichiarando che non potrà giovare ad un’inversione di tendenza il postare la foto del Primo cittadino accanto ad una serie di masserizie abbandonate per strada. (Riferendosi a una foto pubblicata pochi giorni fa dal sindaco Servalli su Facebook dinanzi a un cumulo di rifiuti abbandonati in mezzo alla strada, come atto di condanna verso il gesto.

“Occorre, questo sì, cambiare gli interpreti del management amministrativo – termina Bastolla – incapaci sia di proporre che di fare, sottolineando che parlare e discutere di cultura ha senso se tutto ciò non è presente in un ambiente dove la vita scorre con serenità (leggasi sicurezza ai minimi termini), con distribuzione saggia delle finanze (evitare sperperi come i trecentomila euro spalmati su cinque anni oltre benefit ed indennità di risultato, quali non è dato sapere, per il Direttore Generale della Metellia), con idee più concrete e non utopistiche (destinazione del Palaeventi), con messaggi trionfalistici per niente veritieri (demolizione immobile in Via Tommaso di Savoia), insomma prendendo a cuore la difficile realtà in cui è stata catapultata la ex “piccola Svizzera” di cui andavamo orgogliosi anni, tanti, addietro”.

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