Amalfi, mostra di Carmine Buonocore, conosciuto ed apprezzato artista del ferro battuto

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Espone ad Amalfi nella Sala don Andrea Colavolpe (dall’1 al 15 maggio) Carmine Buonocore  conosciuto ed apprezzato artista del ferro battuto.

La sua storia umana e artistica, viene da lontano, un ruolo determinante lo ha avuto la moglie Enza, che proveniente da una famiglia con forti tradizioni di fabbri gli ha veicolato l’amore e la passione per la lavorazione artistica del ferro battuto. La materia fredda del ferro battuto è  una scoperta che porta Buonocore agerolese d.o.c, diplomato insegnante, arruolatosi poi nell’esercito quale Ufficiale dei Bersaglieri, successivamente si  cimentarsi con tenacia e passione, nel lavoro del ferro  e del rame, creando nel suo laboratorio-fucina come un novello dio Vulcano, opere d’arte di grande valore creativo.

Lo scultore affonda le sue radici in quell’humus culturale di una popolazione  attiva e dinamica che ha trovato in un territorio aspro e difficile come quello dei Monti Lattari, una palestra per mettere in risalto le proprie doti. Carmine Buonocore è un artista che non si è lasciato scoraggiare dalle difficoltà che ha incontrato nel corso delle sue vicende artistiche e umane, consapevole, come ha scritto nel suo primo catalogo: ”Qualsiasi materia, a mia vista, nasconde dentro un’ entità viva che aspetta impazientemente di vedere la luce, tirata fuori in qualsiasi modo possibile”.

Attraverso il ferrro battuto, Buonocore dà vita ad opere di alto contenuto oltre che artistico anche di grande valore spirituale. Infatti ha scritto in un suo catalogo: La mia povertà adolescenziale ed un’ educazione cristiana hanno plasmato e forgiato la mia indole napoletana che, però ha il suo costante sguardo rivolto in costa d’Amalfi, dove ha vissuto  e vive tutt’ora, mettendone a nudo le origini e le caratteristiche dei luoghi.

Ad Amalfi, in questi giorni l’artista presenta le sue opere creative, sofferte e meditate, dove ogni opera , ha un suo significato: civile e religioso profondamente intessuto di grandi valori umani.

La mostra  si arricchisce  di un bellissimo libro di poesie intitolato ”La poesia di un martello” con la prefazione di Ezio Vendrame, (Gutenberg Edizioni, 2017).  Il volume-catalogo, si propone attraverso il lirismo delle sue poesie introdurci alle opere presenti in mostra: Il paralitico di Piero Ciampi, la forza di un’armonica, una carezza… dura, un Natale di pietra, il morto si chiude, un mondo che appare.

L’esposizione introduce il visitatore in un universo misterioso e affascinante, fatto con il martello e con il fuoco, dove l’artista riesce a plasmare la materia dando forza e forma ai suoi sentimenti: Ci piace ricordare alcuni  versi del volume-catalogo  in cui l’artista“ in qualche modo si svela: “ho vissuto nella clandestinità artistica quale profugo di un duro linguaggio tra il freddo dell’attenzione umana ed il calore di una fredda materia., sotto un caldo cartone ho riposto il mio tempo, giocando sotto il tetto di un ponte ed il salotto della strada….” Carmine Buonocore, in definitiva, riesce ad emozionare sia con le opere scultoree sia con i versi poetici il visitatore, toccando le corde dell’anima e facendogli rivivere memorie ed emozioni del suo vissuto.

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