Cava, aggressione al dirigente comunale Sorrentino: chiesto il rinvio a giudizio per l’ex dipendente Masullo

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il dott. Francesco Sorretino e a destra il sindaco Servalli

A quasi quaranta giorni dalla violenta aggressione del dirigente del Servizio Affari Generali- Servizio del Personale- Servizio Finanziario del Comune di Cava de’ Tirreni, Francesco Sorrentino, difeso dall’avvocato Marco Senatore, si hanno i primi decisivi sviluppi della vicenda giudiziaria.

E’ di ieri infatti la notizia che il pubblico ministero, il sostituto procuratore Roberto Lenza, ha richiesto la data di rinvio a giudizio per l’aggressore, l’ex dipendente comunale Vincenzo Masullo, chiedendo così al Gip la fissazione dell’udienza penale.

Come si ricorderà lo scorso 4 giugno, a Palazzo di Città, mentre era in corso una riunione tra il dottore Sorrentino e alcuni impiegati dell’Ufficio Ragioneria, aveva fatto irruzione nella stanza l’ex dipendente comunale Masullo, inveendo contro il Dirigente, ma soprattutto aggredendolo in modo violento colpendolo con calci al petto e al volto, tanto da dover essere ricoverato al Pronto Soccorso del nosocomio metelliano.

All’origine del grave episodio di violenza vi era il fatto che l’ex dipendente comunale viveva nell’alloggio che gli spettava come custode dell’ Asilo comunale che gli uffici del Comune, e non quelli diretti dal dottore Sorrentino, gli aveva intimato di lasciare non essendo più in servizio.

Questa circostanza era stata messa molto in evidenza in una nota del dottore Sorrentino inviata nei giorni successivi al Sindaco e per conoscenza al Prefetto di Salerno.

“Masullo Vincenzo -scriveva tra l’altro Sorrentino- pur non avendo ricevuto mai alcuna comunicazione o alcun provvedimento a firma del sottoscritto in ordine al rilascio dell’alloggio di servizio, ha maturato la convinzione di individuare la responsabilità di tale rilascio nello scrivente evidentemente sulla base di quanto appreso da altri soggetti interni all’organizzazione comunale, i quali in ragione della propria funzione hanno  preso visione delle note interne del sottoscritto”.

“Tale circostanza -deduceva Sorrentino nella sua nota al Sindaco e Preetto- evidenzia in maniera inquietante l’avvenuta gravissima violazione del segreto d’ufficio nello svolgimento del procedimento  amministrativo relativo al rilascio dell’alloggio di servizio di pertinenza dell’Asilo Comunale, atteso che nessun atto notificato all’ex custode è stato mai sottoscritto dallo scrivente, responsabile evidentemente prima solo di aver comunicato con ampio anticipo la necessità di liberare l’immobile in vista della cessazione dal servizio del dipendente  e successivamente di aver chiesto informazioni sullo stato della procedura di rilascio dell’alloggio, al fine di evitare di mantenere sguarnita di custode una struttura importante quale è l’Asilo Nido comunale”.

E di conseguenza la richiesta rivolta al Sindaco di “adottare gli  atti di indirizzo  di competenza per  promuovere l’accertamento  di possibili responsabilità, eventualmente anche da segnalare all’autorità giudiziaria, in ordine alla violazione della normativa in materia di procedimento amministrativo e di segreto d’ufficio nonché  per assicurare che tali gravi anomalie non si ripetano per il futuro”.

Da qui l’avvio di un’indagine interna al Comune affidata al Segretario comunale di cui, al momento, non si conoscono ancora gli esiti.

Così come, allo stesso modo, non ha trovato alcuna risposta un’altra richiesta del dottore Sorrentino ovvero quella di attivare le “necessarie misure a tutela della sicurezza dello scrivente dirigente e di tutti gli altri dipendenti comunali, oltre che degli amministratori, con l’ausilio della Polizia locale presso il Palazzo di Città  nonché  mediante la verifica della possibilità dell’attivazione di idonee procedure presso la Prefettura di Salerno, al fine di garantire gli elementi minimi per la serena prosecuzione dell’espletamento delle funzioni attribuite a ciascuno”.

in pratica, maggiore sorveglianza e soprattutto controllo degli accessi a Palazzo di Città. Al momento, però, nulla è sostanzialmente mutato.

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