scritto da Redazione Ulisseonline - 04 Marzo 2019 08:40

Cava, auto in sosta vietata da multare? …dipende

Gent.mo Direttore,
grazie per consentirmi di scrivere queste righe, che rappresentano solo uno sfogo da parte di un cittadino.

Mi riferisco ai ben noti problemi riguardanti la viabilità ed il traffico veicolare.

La mattina del 24 febbraio,  insieme a mia moglie ci dedichiamo ad una breve sosta caffè, presso il Bar Montalbino in Viale Riccardo Romano, nei pressi dello svincolo autostradale.
Occorre premettere che soventemente contravvengo alle disposizioni del codice della strada, in quanto, di tanto in tanto, parcheggio la mia auto proprio dinanzi allo stesso bar.
Ciò comporta l’elevazione di contravvenzioni per divieto di sosta, da parte di solerti vigili urbani che percorrono continuamente il viale, a bordo del mezzo loro assegnato dal Comando.

Proprio l’altra domenica, mentre eravamo seduti nel locale, vedo effettivamente che nel loro mezzo in transito, una vigilessa annotava i vari numeri di targa dei veicoli in sosta.
Esco fuori, ma ormai era troppo tardi. Gli zelanti vigili erano ormai scomparsi, diretti probabilmente alla ricerca di altri cittadini colpevoli di analoghe infrazioni.
Ottimo lavoro, non si discute il loro operato. Anzi, grazie al loro lavoro, ogni giorno la cittadinanza riceve un controllo continuo della sicurezza.

Oramai abbattuto per l’ennesima contravvenzione per la medesima infrazione, ci  aggiriamo per le strade di Cava, dirigendoci verso casa.

Ma la mia vista si sofferma su una strana circostanza. Lungo via Martiri della Resistenza noto il segnale di divieto di fermata (assoluta) e… inizio a contare quante autovetture risultavano in sosta: esse erano ben quattro!

Interrogavo me stesso, chiedendomi: chissà se quegli stessi vigili hanno notato questa circostanza. Ma si sa, questa è una strada secondaria, non può succedere nulla.
Forse quel segnale è inutile? Non ho le competenze per valutare tale installazione, ovviamente.

Arrivato in fondo alla stessa strada, mi fermo allo stop. E la mia vista si sofferma nuovamente su una strana circostanza: il segnale dare precedenza è letteralmente inglobato nella schermatura antipolvere di un ponteggio temporaneo, installato sulla facciata di un edificio in via Matteo della Corte.

Il segnale, di per sé poco noto agli automobilisti, che giungono in velocità su viale Marconi, ha perduto completamente la sua funzionalità.
Mi chiedo nuovamente: qualcuno dovrebbe verificare tale circostanza? L’ufficio tecnico? L’ufficio strade? Oppure i vigili che… ogni giorno percorrono le strade cittadine, rilevando anche eventuali difformità della segnaletica, richiedendo nuove installazioni o la reintegrazione della stessa?

Non lo so, purtroppo non ne ho le competenze.

Lungo il tragitto verso casa, meditando, ho solo pensato al giorno in cui giungerà la cara notifica con tanto di busta verde. Contravvenzione che ovviamente pagherò, non avendo altre possibilità.
Non mi resta altro che meditare, caro Direttore.
Grazie per avermi dedicato alcuni minuti del suo tempo. Cordiali saluti.
Fabio Della Monica

P.S.: dimenticavo, le “circostanze” sono visibili anche interrogando Maps… auto parcheggiate in divieto di fermata e segnale inglobato nel ponteggio.

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

3 risposte a “Cava, auto in sosta vietata da multare? …dipende”

  1. 4 marzo 2019 – By Nino Maiorino – Caro Direttore, se questo Signore, invece di meditare sui massimi sistemi, si limitasse più terra terra ad evitare di sostare in punti di già difficoltoso traffico autoveicolare, probabilmente farebbe qualcosa di più concreto per la città e per le sue tasche. Il punto in cui dice di aver parcheggiato, tra la Madegra e il Bar Montalbino, a pochi metri dalla rotatoria dei caselli autostradali, è uno dei più pericolosi in quanto, al traffico già intenso su due file parallele, in quel punto si inserisce una terza fila di auto, che a priori non si riesce a capire se sono ferme in attesa di poter proseguire, oppure se i loro affabili proprietari le hanno in sosta per andare a prendere un caffè o fare uno spuntino. Questo Signore, se proprio gli pesa tanto fare qualche decina di metri a piedi per andare al bar, potrebbe scegliere uno dei tantissimi bar della città davanti ai quali può fermare la sua vettura in tutta tranquillità e senza nuocere agli altri. Oppure potrebbe optare per il Mac Donald, a Camerelle, che addirittura gli consente di consumare senza scendere dalla vettura, e poco appresso c’è anche il nuovo bar/pasticceria di Padre Gigino con un ampio parcheggio proprio davanti all’ingresso. Perchè “rompere l’anima” a tanti automobilisti proprio a ridosso della rotatoria dell’autostrada?

  2. Caro Nino Maiorino,
    ho ammesso a priori la mia “colpevolezza” in relazione alla infrazione commessa, in un punto che conosciamo tutti molto bene.
    La mia riflessione è stata un’altra e vorrei qui ribadirla in modo “terra terra” e senza alcun “peso”: è normale che vengano tenute in considerazione solo “certe” contravvenzioni, o i vari angoli della città possono rappresentare ugualmente un pericolo?
    Caro Nino, l’incrocio che ho descritto, per il quale il segnale triangolare “dare precedenza” è ugualmente pericoloso? Questa volta rispondo io: certamente SÌ.
    Dovrei fare un ulteriore esempio di infrazioni gravi, ovvero autovetture contro senso provenienti dai Pianesi in corrispondenza di Villa Rende?
    Vogliamo parlare anche di questo?
    Se il Direttore me lo consente, lo farò in una prossima.
    Grazie del commento, Nino…del resto ci conosciamo.
    Cordialmente
    Fabio Della Monica

  3. 10.03.2019 – Caro Fabio Della Monica, scusami per il mio precedente commento, non era mia intenzione nè offenderti nè punzecchiarti, anzi ti dirò che, dopo, mi sono pentito perchè ho capito di trovarmi di fronte ad una persona per bene. Il giornale, e io personalmente, aspettiamo tue prossime segnalazioni, che se fatte come le tue, sono di stimolo a intervenire sul “potere” per far cambiare comportamenti censurabili. Nino Maiorino

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