Cava de’ Tirreni, Pd nel caos e Accarino in pole: candidatura non ufficiale ma sempre più concreta
Nessuna votazione formale, ma una maggioranza interna avrebbe già indicato Giancarlo Accarino come candidato sindaco. Il Pd rinvia il vertice del campo largo e prova a ricucire una frattura profonda: tra chi dà la partita per persa e chi punta su un nome forte per tentare la rimonta
Il dottor Giancarlo Accarino è il candidato sindaco del centrosinistra? Ufficialmente no, almeno per il momento. Nei fatti, però, sembrerebbe proprio di sì.
Partiamo da un punto fermo: il centrosinistra attraversa una fase di forte confusione. Il Partito Democratico cavese appare diviso e disorientato. Non certo per responsabilità del neosegretario democrat. Si è ritrovato a gestire una situazione complessa, ereditata dal disastro politico-amministrativo attribuito alla maggioranza che ha sostenuto quella che viene considerata una delle peggiori amministrazioni comunali della città metelliana, guidata dal sindaco Servalli.
Torniamo ad Accarino. Ieri il nostro giornale ha scritto che il Pd, attraverso una votazione, lo avrebbe scelto come candidato sindaco. Il segretario cittadino democrat Carmine Senatore ci ha inviato una nota non per smentire la notizia, ma per precisare che non si è svolta “alcuna votazione” formale, chiedendo di correggere questa inesattezza. Ha inoltre spiegato che “il Partito Democratico sta svolgendo una serie di incontri tra i propri iscritti al fine di individuare una linea politica unitaria, come da prassi, da condividere successivamente con lo schieramento progressista e riformista cavese”.
Prendiamo atto della precisazione. In sostanza, il segretario ha chiarito che non c’è stata una votazione ufficiale, ma non ha smentito la possibile candidatura di Accarino. D’altra parte, a quanto ci risulta, una conta informale all’interno del partito ci sarebbe stata eccome, con un orientamento maggioritario proprio a favore di Giancarlo Accarino.
Come già scritto nell’articolo di ieri, questa indicazione ora deve essere metabolizzata dal Pd. Non a caso, l’incontro del cosiddetto “campo largo”, previsto per questa sera, è stato rinviato a sabato mattina su richiesta dello stesso Pd. La motivazione ufficiale è la necessità di chiarire le posizioni interne. Domani sera, infatti, si terrà il direttivo cittadino. La spaccatura tra i democrat cavesi è profonda e si sta tentando una ricucitura prima di presentare agli alleati una proposta condivisa. Il rischio, altrimenti, è che le divisioni interne si trasformino in una frattura politica ed elettorale difficilmente sanabile.
Il clima che si respira nel Pd è teso. C’è chi lo descrive come quello degli “ultimi giorni di Pompei”: un partito attraversato da più anime, ma sostanzialmente diviso tra due linee.
La prima parte dall’idea che la partita sia ormai compromessa e che il centrodestra abbia la vittoria in tasca. In questa prospettiva, si punterebbe su un giovane esponente del partito – oggi consigliere comunale o assessore nella Giunta Servalli – a cui affidare la guida dell’opposizione e su cui costruire, in prospettiva, la ricostruzione del centrosinistra.
La seconda linea si fonda invece su una valutazione opposta: la sfida, pur difficile, sarebbe ancora aperta e potenzialmente vincente. Da qui la necessità di un candidato magari non più giovanissimo, ma conosciuto, stimato e autorevole, capace di recuperare i voti dispersi del centrosinistra – tra delusi, scoraggiati e tentati dall’astensione – e di attrarre consensi nella società civile, nel mondo delle professioni, dell’imprenditoria e della cultura. In questo quadro, il profilo di Giancarlo Accarino appare tra i più solidi e credibili. Forse uno dei pochi disposti a mettersi in gioco in una sfida elettorale dall’esito incerto e oggettivamente complessa sotto ogni punto di vista.
Se il confronto interno al Pd è davvero tutto qui, appare difficile immaginare una scelta diversa. Anzi, se alla fine il candidato sindaco dovesse essere proprio Accarino, non sarebbe affatto una sorpresa.







