scritto da Pasquale Petrillo - 11 Febbraio 2026 16:04

Cava de’ Tirreni, Pd nel caos e Accarino in pole: candidatura non ufficiale ma sempre più concreta

Nessuna votazione formale, ma una maggioranza interna avrebbe già indicato Giancarlo Accarino come candidato sindaco. Il Pd rinvia il vertice del campo largo e prova a ricucire una frattura profonda: tra chi dà la partita per persa e chi punta su un nome forte per tentare la rimonta

Il dottor Giancarlo Accarino è il candidato sindaco del centrosinistra? Ufficialmente no, almeno per il momento. Nei fatti, però, sembrerebbe proprio di sì.

Partiamo da un punto fermo: il centrosinistra attraversa una fase di forte confusione. Il Partito Democratico cavese appare diviso e disorientato. Non certo per responsabilità del neosegretario democrat. Si è ritrovato a gestire una situazione complessa, ereditata dal disastro politico-amministrativo attribuito alla maggioranza che ha sostenuto quella che viene considerata una delle peggiori amministrazioni comunali della città metelliana, guidata dal sindaco Servalli.

Torniamo ad Accarino. Ieri il nostro giornale ha scritto che il Pd, attraverso una votazione, lo avrebbe scelto come candidato sindaco. Il segretario cittadino democrat Carmine Senatore ci ha inviato una nota non per smentire la notizia, ma per precisare che non si è svolta “alcuna votazione” formale, chiedendo  di correggere questa inesattezza. Ha inoltre spiegato che “il Partito Democratico sta svolgendo una serie di incontri tra i propri iscritti al fine di individuare una linea politica unitaria, come da prassi, da condividere successivamente con lo schieramento progressista e riformista cavese”.

Prendiamo atto della precisazione. In sostanza, il segretario ha chiarito che non c’è stata una votazione ufficiale, ma non ha smentito la possibile candidatura di Accarino. D’altra parte, a quanto ci risulta, una conta informale all’interno del partito ci sarebbe stata eccome, con un orientamento maggioritario proprio a favore di Giancarlo Accarino.

Come già scritto nell’articolo di ieri, questa indicazione ora deve essere metabolizzata dal Pd. Non a caso, l’incontro del cosiddetto “campo largo”, previsto per questa sera, è stato rinviato a sabato mattina su richiesta dello stesso Pd. La motivazione ufficiale è la necessità di chiarire le posizioni interne. Domani sera, infatti, si terrà il direttivo cittadino. La spaccatura tra i democrat cavesi è profonda e si sta tentando una ricucitura prima di presentare agli alleati una proposta condivisa. Il rischio, altrimenti, è che le divisioni interne si trasformino in una frattura politica ed elettorale difficilmente sanabile.

Il clima che si respira nel Pd è teso. C’è chi lo descrive come quello degli “ultimi giorni di Pompei”: un partito attraversato da più anime, ma sostanzialmente diviso tra due linee.

La prima parte dall’idea che la partita sia ormai compromessa e che il centrodestra abbia la vittoria in tasca. In questa prospettiva, si punterebbe su un giovane esponente del partito – oggi consigliere comunale o assessore nella Giunta Servalli – a cui affidare la guida dell’opposizione e su cui costruire, in prospettiva, la ricostruzione del centrosinistra.

La seconda linea si fonda invece su una valutazione opposta: la sfida, pur difficile, sarebbe ancora aperta e potenzialmente vincente. Da qui la necessità di un candidato magari non più giovanissimo, ma conosciuto, stimato e autorevole, capace di recuperare i voti dispersi del centrosinistra – tra delusi, scoraggiati e tentati dall’astensione – e di attrarre consensi nella società civile, nel mondo delle professioni, dell’imprenditoria e della cultura. In questo quadro, il profilo di Giancarlo Accarino appare tra i più solidi e credibili. Forse uno dei pochi disposti a mettersi in gioco in una sfida elettorale dall’esito incerto e oggettivamente complessa sotto ogni punto di vista.

Se il confronto interno al Pd è davvero tutto qui, appare difficile immaginare una scelta diversa. Anzi, se alla fine il candidato sindaco dovesse essere proprio Accarino, non sarebbe affatto una sorpresa.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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