Cava de’ Tirreni, la politica si prepara al post-Servalli
A destra Raffaele Giordano è già in campagna elettorale. A sinistra emerge la candidatura a sindaco di Giancarlo Accarino. Più ancora di Giordano, Accarino dovrà lavorare sulla squadra e soprattutto farla conoscere in anticipo. Il motivo? E' semplice. Non basta un sindaco che come lui rappresenta una cesura rispetto al recente, disastroso passato che peraltro è ancora il nostro presente. In altre parole, occorre che sgombri da subito il campo dagli equivoci. Deve dare cioè immediatamente il segno che con lui c'è una sostanziale discontinuità
Con l’arrivo del nuovo anno la politica cittadina si sta giocoforza concentrando sulle prossime elezioni comunali. I tempi stringono, e soprattutto nel centrosinistra, è necessario affrontare in termini concreti il post-Servalli.
Ricapitoliamo, allora, l’attuale scenario politico cittadino limitandoci ai due schieramenti maggiori, quello di centrodestra e l’altro di centrosinistra.
Al momento, nel centrodestra i giochi sono fatti. E anche da un bel po’. Il candidato a sindaco è il consigliere comunale civico Raffaele Giordano, il quale da oltre un mese ha già affisso i manifesti elettorali e inaugurata la sede del comitato elettorale. I motori sono già accesi, insomma.
Certo, restano sul tappeto un paio di questioni. La prima riguarda Forza Italia, un Giano bifronte che svilisce e deturpa quel poco di decoro rimasto alla politica cittadina. Tuttavia, molto probabilmente, nei prossimi giorni gli azzurri metelliani faranno chiarezza sul da farsi abbandonando al suo destino la Sibilla Cumana.
C’è poi da sciogliere un nodo assai più decisivo e delicato. E’ quello rappresentato dal gruppo politico civico Adesso Cava e dalla candidatura a sindaco del suo leader Fabio Siani. Quest’ultimo come non mai dovrà decidere cosa fare da grande.
Cerchiamo di spiegarci. L’ipotesi civica, per quanto suggestiva e sempre valida, al momento non sembra più percorribile. Manca il tempo e, a meno che non ci siano sconvolgimenti nell’immediato futuro, va decisamente archiviata. Fabio Siani, politicamente di destra (per quanto si sforzi di affermare una sua diversità), non può che prendere atto di ciò e tirare le dovute conseguenze. In altri termini, decidersi a contrattare un suo spazio politico all’interno della sua area politica di appartenenza, ovvero il centrodestra. Diversamente, sebbene con un’operazione politicamente contronatura, tentare di ottenere uno strapuntino nel campo avverso. Non ci sono altre possibili soluzioni praticabili. A meno che da civico non voglia andare spavaldamente «à la guerre comme à la guerre» (riesumando il risorgimentale «tiremm innanz») oppure ritirarsi a vita privata, consolandosi con la caccia alle beccacce.
Detto questo, i punti su cui dovrà lavorare il candidato sindaco Giordano sono altri. Il primo riguarda quello di convincere l’elettorato cavese che ha le capacità per governare la città metelliana, soprattutto in questi tempi così bui per il nostro Ente Comune.
Giordano, infatti, è giovane (ma questo è un bene) e non ha particolare esperienza politica e neanche una specifica competenza amministrativa. E soprattutto gli manca la cattiveria e il cinismo che in politica spesso fanno la differenza (magari se usate a piccole dose). Dalla sua, oltre ad essere un professionista e un accademico apprezzato e affermato, ha i modi garbati e signorili che gli attirano la simpatia di chi ha modo di conoscerlo.
Per queste ragioni, Giordano più che sul programma dovrà lavorare sulla squadra. In primo luogo, per avere al suo fianco personalità competenti e qualificate nel governo della città, ma anche per dare il segno concreto di un significativo ricambio politico, etico e generazionale della classe dirigente. Insomma, la sua leadership Giordano la dovrà affermare e mettere in campo subito, per evitare equivoci e zone d’ombre. Proprio per questo, in secondo luogo, prima farà conoscere i nomi (in larga parte ovviamente) di quelli che saranno chiamati a far parte della sua squadra, meglio sarà. Ciò, infatti, darà più consistenza e credibilità alla sua candidatura.
Nel campo avverso, quello del centrosinistra, le scelte ancora non si sono compiute, ma sembra essersi affermato un orientamento. E’ quello di individuare un candidato sindaco non compromesso con lo sfascio servalliano.
In questa ottica, si fanno i primi nomi. Tra questi, il più accreditato è quello di Giancarlo Accarino. Non è un civico, ma neanche un politico. Di sicuro è un moderato, professionista prestigioso e benvoluto, appartenente ad una delle più conosciute e stimate famiglie della borghesia metelliana. E soprattutto non coinvolto nella fallimentare esperienza di governo del sindaco Servalli. Anche Accarino non ha particolare esperienza politica e specifiche competenze amministrative, sebbene non sia affatto uno sprovveduto.
Più ancora di Giordano, però, Giancarlo Accarino dovrà lavorare sulla squadra e soprattutto farla conoscere in anticipo. Il motivo? E’ semplice. Non basta un sindaco che come lui rappresenta una cesura rispetto al recente, disastroso passato che peraltro è ancora il nostro presente. In altre parole, occorre che Accarino sgombri da subito il campo dagli equivoci. Deve dare cioè immediatamente il segno che con lui c’è una sostanziale discontinuità oltre che un significativo ricambio della classe politica. Questo per dire che se i partiti della coalizione, complici e protagonisti del disastro provocato dall’Amministrazione Servalli, non si faranno da parte, almeno che non proiettino sull’eventuale governo cittadino di Accarino le ombre di quanti sono stati responsabili di tanta cattiva politica pagata a caro prezzo dai cavesi.
Non sarà facile per Giancarlo Accarino, se sarà lui il candidato, ma questo vale anche per qualsiasi altro, muoversi tra le macerie del centrosinistra e nel campo minato rappresentato non solo dai partiti della coalizione, ma anche dai diversi potentati politico-elettorali. Lo scontro più difficile per Accarino, infatti, sarà proprio quello da ingaggiare con il cacicchismo che, con Servalli in testa, ha soggiogato la politica cittadina in questi ultimi anni.
In conclusione, la persona di Giancarlo Accarino non si discute, ma le foto di alcuni ritratti di famiglia politica risultano onestamente inquietanti ed indigesti, ma soprattutto per nulla rassicuranti.
Che Dio salvi Cava!







