scritto da Pasquale Petrillo - 08 Gennaio 2026 12:59

Cava de’ Tirreni, il campo largo di Giuseppe Benevento e la politica come arte del possibile

Il "campo largo" metelliano nasce per necessità numerica, ma deve fare i conti con la richiesta di discontinuità dei Cinque Stelle. Tra macerie amministrative e il rischio di alleanze incoerenti, la coalizione può risultare competitiva solo puntando su una guida tecnica di alto profilo e su un netto taglio con le responsabilità del passato

Giuseppe Benevento

L’intervista all’ingegnere Giuseppe Benevento richiama alla mente la celebre massima di Bismarck: “la politica è l’arte del possibile”. Per i Cinque Stelle metelliani, dopo anni di durissime critiche all’Amministrazione Servalli, è giunto il momento del realismo. La “dura legge dei numeri” impone un’intesa con il centrosinistra, un amaro calice di cicuta che il Movimento sembra pronto a bere in nome della concretezza.

Tuttavia, il percorso è pieno di insidie. Benevento è stato chiaro: serve discontinuità, sia nei metodi che nelle persone. Ma qui sorge il dilemma: come si costruisce un “campo largo” se gran parte dei potenziali alleati è stata parte integrante del sistema che si vuole cambiare?

D’altro canto, ha ragione Benevento quando afferma che «l’Amministrazione Servalli oramai è alle spalle». Verissimo, ma attenzione. Il rischio non è quello di cadere nel paradosso del “buttare il bambino con l’acqua sporca”, bensì di conservare l’acqua sporca buttando via il bambino. Servalli e la sua amministrazione uscente non sono stati un incidente della storia cittadina. Sono, infatti, il frutto avvelenato di una maggioranza fatta anche di assessori e partiti che hanno condiviso responsabilità politiche precise. Muoversi tra queste macerie richiede un metro di giudizio rigoroso: chi va “potato” e chi può essere salvato? Esiste, però, un criterio oggettivo per stabilire lo stato di compromissione dei vari protagonisti di questa sciagurata esperienza amministrativa che ora, dopo oltre dieci anni, sta per concludersi?

A leggere l’intervista, però, emerge anche un altro dato: il centrosinistra è ancora lontano dal trovare la quadra. E il nostro ha ben presente il rischio di «una nuova armata Brancaleone che poi avrà difficoltà nel governare una città complessa in un momento storico difficile». Nel contempo, non vanno sottovalutate alcune spinte centrifughe rispetto ad una proposta condivisa dall’intero centrosinistra.

Per il resto, che dire? In larghissima misura, quello che afferma l’ingegnere Benevento lo sottoscriviamo. Detto ciò, la situazione disastrosa in cui versa il centrosinistra metelliano potrebbe paradossalmente accelerare i tempi. Quando si tocca il fondo, l’aggregazione diventa l’unica via per la sopravvivenza politica. La chiave di volta sarà il candidato sindaco: dovrà essere una figura credibile, autorevole e tecnicamente all’altezza di una sfida amministrativa senza precedenti. In ragione soprattutto della delicata situazione in cui versa in primo luogo l’Ente Comune.

In conclusione, partendo da una posizione di svantaggio, il centrosinistra può solo risalire, ma deve farlo con una proposta che non sembri un semplice riciclo del passato.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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