scritto da Pasquale Petrillo - 18 Febbraio 2026 16:25

Cava de’ Tirreni, elezioni comunali: centrosinistra in stallo… Giancarlo Accarino unica via d’uscita

Il Pd cavese fatica a trovare una linea e un candidato, mentre il centrodestra ha già scelto Giordano. La società civile resta ai margini, ma l’eventuale sfida tra due professionisti — Accarino e Giordano — segnerebbe un salto di qualità per la città

Negli ultimi giorni abbiamo raccontato le difficoltà interne al Pd metelliano e il rinvio dell’incontro con i partiti del campo largo per la scelta del candidato sindaco. Con l’appuntamento fissato per venerdì prossimo, entro il fine settimana dovrebbe finalmente delinearsi un quadro più nitido nello schieramento del centrosinistra.

Riteniamo che, prima o poi, la scelta ricadrà su Giancarlo Accarino. È l’unica soluzione realmente praticabile. Non solo è quella capace di mettere d’accordo tutti, o quasi, ma anche l’unica che oggi può competere con la proposta del centrodestra. Proprio per questo non è affatto improbabile immaginare che, a breve, i partiti del centrosinistra possano ritrovarsi a dover bussare alla porta di Accarino per chiedergli di guidarli come candidato sindaco alle prossime comunali.

Questo suggerisce il semplice buonsenso.

È altrettanto vero, però, che i partiti di oggi sono spesso entità fluide, e il Pd cavese da tempo si mostra particolarmente vaporoso ed evanescente. Questo in termini politici. Molto concreto e vorace, invece, è il Pd per quanto riguarda la caccia a poltrone e vantaggi. Per questo, sappiamo bene che il suo giovane segretario cittadino, Carmine Senatore, si trova in una situazione complicata: non sa come uscire dalle fratture interne, dai veti incrociati e, soprattutto, dalle minacce di scissione.

Forse, per trovare la quadra, il nuovo segretario dovrà assumersi la responsabilità di imporre — democraticamente, s’intende — una linea politica chiara. In altre parole, nelle prossime ore la scelta dovrà farla lui. È una questione di coraggio e di responsabilità, qualità che competono a chi è chiamato a guidare una comunità politica. Altrimenti, ci si fa da parte. Vero è che in politica è sempre auspicabile il dialogo e porsi quanto più possibile nelle condizioni di comprendere le ragioni degli altri, ma non certo sottostare alle minacce e ai ricatti.

Siamo convinti, in questa ottica, che, una volta presa una decisione in modo trasparente e democratico, non accadrà nulla di drammatico. In ogni caso, anche se dovesse accadere l’irreparabile, una scelta va comunque compiuta. La nostra impressione, per quanto a sinistra il tafazzismo sia una costante storica, è che non avverrà nulla di irrimediabile. D’altra parte, in questo Pd cavese c’è talmente poca sinistra che nessuno ci sembra davvero incline al cupio dissolvi.

Poi che dire? Se il desiderio di autodistruzione politica finirà per prevalere, a trarre vantaggio sarà di sicuro il candidato del centrodestra Giordano, ma lo stesso Accarino si libererà di una zavorra non indifferente. Di questo ne è la riprova la foto da allegra brigata postata oggi sui social dai giovani democrat non convinti della candidatura di Accarino. E’ questa una sfida da guasconi. Allo stesso tempo, è la cartina di tornasole di quanto per questi giovani rampanti del Pd sia doloroso lasciare i privilegi e il potere delle poltrone occupate per undici anni.

Testimonia, però, anche la loro debolezza e la paura di dover scendere dal treno del potere e degli agi. Sono da comprendere. Qualcuno di loro ha addirittura presieduto per più di dieci anni una ricca partecipata del Comune senza mai sottoporsi al voto dei cavesi. Anzi, gli elettori metelliani non lo conoscono né di nome né di aspetto. E questo è uno degli elementi più patologici, ma non il solo, della cattiva politica, della cortigianeria e del clientelismo di cui si è fatto portatore il più sciagurato dei sindaci metelliani: Vincenzo Servalli.

A prescindere da quello che accadrà nelle prossime ore, è tuttavia inevitabile fare qualche ulteriore considerazione. Se, per cominciare, il centrosinistra fatica così tanto oggi a scegliere il candidato a sindaco, è facile immaginare quali difficoltà potrebbe incontrare domani, qualora fosse chiamato a governare la città. Un’ipotesi che, per quanto oggi appaia remota, non può essere esclusa del tutto.

Il vero nodo resta quello di garantire alla città un governo credibile, affidabile e competente. Eppure, questo obiettivo non sembra rientrare — almeno per ora — tra le priorità della politica cittadina, né a sinistra né a destra.

Nel frattempo, la società civile cavese è praticamente scomparsa dallo scenario politico. Non è riuscita a ritagliarsi un ruolo autonomo e incisivo, né a costruire un’aggregazione trasversale e inclusiva. È mancata una visione strategica, ma soprattutto un leader capace di unire invece di dividere. Pazienza: le esperienze maturate negli ultimi anni potranno comunque rivelarsi utili in futuro.

Per fortuna, a destra c’è Raffaele Giordano, che guiderà la coalizione come candidato sindaco, mentre a sinistra — come auspicavamo — dovrebbe esserci Giancarlo Accarino. Entrambi rappresentano, seppur in forme diverse, la società civile e il mondo delle professioni: figure di prestigio che si mettono a disposizione della politica.

Non è poco. Si tratta di un evidente salto di qualità rispetto agli ultimi anni. Né Giordano né Accarino hanno qualcosa da chiedere alla politica; al contrario, hanno molto da offrire alla città.

Oddio, poi bisognerà vedere come verrà governata una città stremata e delusa da questi ultimi anni di mala gestio, come verrà messa in condizione di operare una struttura comunale devastata da Servalli & C., e  in generale, in ragione delle ristrettezze finanziarie, come si riuscirà a friggere il pesce con l’acqua.

Ad ogni modo, per tutto questo c’è tempo.

Per ora fermiamoci qui. Attendiamo i prossimi sviluppi che lo scenario politico cittadino ci riserverà.

 

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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