Cava de’ Tirreni, Accarino in campo: il centrosinistra rompe gli indugi, ma la sfida è tutta in salita
Il Pd ufficializza la candidatura di Giancarlo Accarino, dopo settimane di incertezza che hanno indebolito la coalizione. Restano tensioni interne e incognite sulle mosse della minoranza. Per il candidato ora inizia una corsa contro il tempo per ricompattare il centrosinistra e riconquistare la fiducia dei cavesi
Era ora. Il Pd ha finalmente ufficializzato la candidatura di Giancarlo Accarino a sindaco. Una scelta inevitabile. Compiuta con un ritardo ancor più incomprensibile e ingiustificabile. Tra un mese scadono i termini per la presentazione delle liste, e ogni giorno perso pesa come un macigno.
Dal comunicato emerge chiaramente che nel partito i contrasti non sono affatto superati. Resta da capire quale sarà la posizione della minoranza: si arriverà a una scissione? E, in tal caso, quanti ne faranno parte?
Gli sviluppi si chiariranno nei prossimi giorni, ma un dato è certo: il centrosinistra ha trovato un accordo su Accarino. Restano però fuori dalla partita Armando Lamberti, deciso a correre in autonomia, ed Eugenio Canora, giovane e intraprendente, già in campagna elettorale da settimane.
L’indecisione del Pd ha danneggiato l’intera coalizione e lo stesso Accarino, costretto ora a recuperare in fretta il tempo perduto. E la sfida non era semplice neppure in condizioni normali: chiunque avesse rappresentato il centrosinistra avrebbe dovuto fare i conti con gli errori e le difficoltà accumulate negli ultimi anni dall’Amministrazione Servalli.
Le divisioni interne e lo stallo politico degli ultimi mesi hanno aggravato ulteriormente la situazione.
Ora, però, non è più il tempo delle recriminazioni. È il momento di agire. Anche le campagne più difficili vanno affrontate con determinazione. Accarino parte in svantaggio, ma può ancora recuperare: il centrosinistra conserva una base elettorale ampia, sebbene delusa e poco motivata. Occorre riaccendere un entusiasmo smarrito, e questo compito ricadrà soprattutto su di lui.
Non basterà presentarsi per quello che realmente è, ovvero una persona perbene e un professionista stimato. Dovrà convincere i cavesi di poter essere un buon sindaco e, soprattutto, un leader capace di rimettere ordine in una squadra che negli ultimi anni non ha brillato. Dopo ciò che si è visto a Palazzo di Città, l’elettorato si aspetta che il prossimo sindaco sappia valorizzare il meglio dei suoi collaboratori, non il peggio.
Gianni Rodari nella poesia “Catena” scriveva: “Fu cambiato l’ordine degli anelli, ma la catena rimase una catena”. Ecco, al contrario, Accarino dovrà dimostrare ai cavesi non solo di saper cambiare gli anelli, ma di saper spezzare quella catena di interessi, potere e cattiva amministrazione che ha imbrigliato e indebolito la città.
La nostra città.







