Rio, Vanessa Ferrari e il mezzo passo fatale

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L’allenatore aveva già capito prima ancora che la giuria esprimesse la valutazione per l’esercizio della sua pupilla. Vedendo quel maledetto mezzo passo falso di troppo all’uscita dall’ultima roteazione, un doppio carpiato, aveva percepito che anche stavolta Vanessa Ferrari si sarebbe vista sfilare la medaglia olimpica che ha inseguito invano per tutta la carriera.

Un altro quarto posto esattamente come quattro anni fa a Londra ma allora era stato uno scandalo: l’azzurra venne derubata dal bronzo da una votazione fasulla che la mise a pari merito con la russa Mustafina e da una regola assurda che in caso di ex aequo premia chi ha compiuto un esercizio con difficoltà minore. Oggi come allora il viso si riga di lacrime , anche se dal sapore diverso. A Rio, Vanessa ha chiuso la sua carriera perché a 25 anni per una ginnasta è già tempo di bilanci e il fisico martoriato da allenamenti e infortuni, non concede proroghe.

Lascia con la certezza che in Italia non c’è stata nessuna grande come lei nella storia: campionessa del mondo, cinque medaglie iridate, una decina agli Europei e una grazia nello stile che si è accompagnata a una determinazione feroce nel cercare i propri limiti per spingersi oltre.

Nel corpo libero, la specialità in cui ha dominato, si ritrova nuovamente ai piedi del podio in cui si sono issate le inarrivabili americane Simone Biles (al quarto oro in questa rassegna a cinque cerchi) e Raisman. I primi due gradini erano fuori portata: “l’imprevisto” è stata la sorprendente britannica Trinkler che ha superato l’italiana di meno di due decimi di punto.

Qualcun altro avrebbe imprecato, altri si sarebbero lamentati con la giuria per non aver premiato nella votazione l’azzurra spingendola ad una medaglia come riconoscimento alla carriera e compensazione per il maltolto a Londra. Ma la lezione viene proprio dall’allenatore di Vanessa: “Non si rimedia a un’ingiustizia con un’altra ingiustizia. Vanessa meritava la medaglia a Londra ma i giudici oggi hanno fatto bene a dare il bronzo all’inglese”.

E, dopo tutto, chi lo ha detto che i quarti posti non hanno valore? Come le lacrime fanno male ma a modo loro sigillano le emozioni insegnando a tutti che inseguire i propri sogni non è mai sbagliato. E da domani Vanessa avrà modo di raccontare il suo mondo alle nuove promesse che si sono innamorate della ginnastica vedendola volteggiare: sarà allenatrice. Educherà a migliorarsi giorno dopo giorno e a rispondere alle ingiustizie senza perdere il proprio orgoglio.

E dopo una notte passata a piangere, rimane tutta una vita per essere fiera di ciò che ha fatto.

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