Prestiti in ripresa, ma le piccole e medie imprese restano indietro
Nel 2025 il credito bancario torna positivo (+0,8%), trainato da famiglie e grandi imprese. Le piccole aziende, però, subiscono un nuovo taglio (-4%), segnale di un sistema ancora a doppia velocità che rischia di frenare investimenti e crescita
Il credito bancario in Italia torna a crescere, ma la ripresa non riguarda tutti allo stesso modo.
Secondo l’analisi del Centro studi di Unimpresa, nel 2025 i prestiti complessivi sono aumentati dello 0,8% su base annua, con un andamento particolarmente positivo per le famiglie consumatrici (+3,1%) e per le imprese nel loro complesso (+1,5%). A soffrire, invece, sono ancora le piccole e medie imprese, che registrano un calo del 4%, confermando una fragilità strutturale nel loro accesso al credito.
La dinamica territoriale appare molto eterogenea: il Nord Ovest cresce dell’1,2%, il Nord Est dell’1,5% nonostante il calo dei prestiti alle aziende, mentre il Centro arretra dello 0,9% pur mostrando un forte rimbalzo del credito alle imprese (+3,7%). Il Mezzogiorno segna una delle performance migliori (+2,4%), con incrementi diffusi sia per famiglie sia per aziende.
Il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora, sottolinea come il sistema del credito resti “a doppia velocità”: da un lato la solidità della domanda delle famiglie, dall’altro la debolezza delle PMI, che rischia di tradursi in un freno agli investimenti e alla crescita potenziale del Paese. Per Unimpresa, è necessario accompagnare questa fase con strumenti mirati che riequilibrino l’accesso al credito e sostengano la liquidità delle imprese.
Il quadro complessivo, pur segnando un ritorno al segno positivo dopo la stagione dei tassi elevati, non indica ancora una ripartenza piena. La divergenza tra consumi in crescita e investimenti in rallentamento resta il nodo principale da sciogliere per consolidare una ripresa più solida e diffusa lungo tutta la filiera produttiva.
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