scritto da Giuseppe Carratù - 13 Marzo 2026 08:09

Il Medio Oriente spinge il Made in Italy: export a 25,8 miliardi di euro nonostante le tensioni con l’Iran

Secondo il Centro studi di Unimpresa le esportazioni italiane nell’area mediorientale crescono dell’11,5% nel 2025, quasi quattro volte più della media nazionale. Emirati e Golfo trainano la domanda di tecnologia, lusso e manifattura italiana, mentre le tensioni geopolitiche restano sullo sfondo ma non fermano gli affari

Il Medio Oriente traina l’export italiano: crescita record nel 2025

Il Medio Oriente si conferma uno dei mercati più dinamici per l’economia italiana. Nel 2025 l’export del Made in Italy verso i tredici Paesi dell’area ha raggiunto 25,8 miliardi di euro, in crescita di 2,7 miliardi rispetto al 2024 (+11,5%), una performance quasi quattro volte superiore alla media complessiva del commercio estero italiano, ferma al +3,1%.

I dati emergono da un’analisi del Centro studi di Unimpresa che fotografa il rafforzamento della presenza commerciale italiana nella regione, oggi pari al 4,6% dell’export manifatturiero nazionale, in aumento rispetto al 4,2% dell’anno precedente.

Il quadro evidenzia come, nonostante le tensioni geopolitiche che attraversano l’area – dal dossier iraniano ai conflitti regionali – le relazioni economiche continuino a consolidarsi grazie alla forte domanda di tecnologia industriale e beni di fascia alta.

Emirati e Golfo al centro della crescita

Il principale partner commerciale dell’Italia nell’area sono gli Emirati Arabi Uniti, che nel 2025 assorbono 9,1 miliardi di euro di esportazioni italiane, con un aumento del 18,6% rispetto all’anno precedente. Da soli rappresentano oltre un terzo dell’export italiano in Medio Oriente e svolgono anche un ruolo di hub logistico per il re-export verso altri mercati regionali e asiatici.

Al secondo posto si colloca l’Arabia Saudita, con 6,3 miliardi di euro di vendite italiane (+3,7%), sostenute soprattutto dai grandi progetti di sviluppo legati al piano di modernizzazione economica del Paese.

Particolarmente rilevante è anche il balzo del Kuwait, dove le esportazioni italiane salgono a 1,9 miliardi, con una crescita del 57,4%, trainata da macchinari industriali, mezzi di trasporto e prodotti metallurgici.

In ripresa anche Israele, che nel 2025 registra 3,4 miliardi di euro di importazioni dall’Italia (+12%).

Iran marginale ma simbolico

Nel quadro regionale il peso diretto dell’Iran resta relativamente contenuto: l’export italiano verso Teheran si attesta intorno a 0,5 miliardi di euro, con una crescita del 6,2% su base annua.

La dimensione limitata degli scambi non impedisce tuttavia al Paese di mantenere un forte rilievo geopolitico. Le tensioni nell’area – e in particolare nel Golfo Persico – continuano infatti a influenzare il clima economico e la percezione del rischio per le imprese europee che operano nella regione.

La forza della manifattura italiana

Dal punto di vista settoriale, il pilastro dell’export italiano in Medio Oriente resta la meccanica strumentale, con 7 miliardi di euro di vendite e una quota del 24,2% del totale.

Seguono:

  • beni di consumo di fascia alta (gioielleria, pelletteria, occhialeria): 3,2 miliardi (+15,1%)

  • mezzi di trasporto: 3,2 miliardi (+22,4%)

  • chimica e farmaceutica: 3,2 miliardi (+10,2%)

  • tessile e abbigliamento: 2 miliardi (+4,8%)

A completare il quadro ci sono agroalimentare, arredamento e design, ciascuno attorno a 1,2 miliardi di euro, confermando il ruolo centrale dell’immagine e della qualità del Made in Italy nei mercati a più alto reddito della regione.

Geopolitica e affari: un equilibrio fragile

Secondo Unimpresa, la crescita dell’export italiano nell’area è sostenuta da due fattori strutturali: da un lato i grandi programmi di diversificazione economica dei Paesi del Golfo, che richiedono tecnologie industriali e infrastrutture; dall’altro l’espansione di una classe di consumatori ad alto reddito, sempre più attratta dai prodotti italiani di qualità e di lusso.

Il Medio Oriente resta quindi un mercato complesso ma strategico: mentre la geopolitica alimenta incertezza, la domanda di tecnologia, infrastrutture e prodotti premium continua a offrire ampie prospettive di crescita per le imprese italiane.

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Dottore commercialista iscritto all’Ordine Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di di Salerno; Revisore legale dei conti; Docente di fascia A per corsi avviamento start-up Invitalia, l'Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del Ministero dell'Economia. Specializzato in consulenza fiscale, consulenza gestionale-amministrativa-contabile e societaria per piccole e medie imprese; Formazione ed orientamento personale dipendente; Attività peritali di imprese e società commerciali; Direttore della pagina Fb Fiscal Coach.

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