scritto da Redazione Ulisseonline - 12 Gennaio 2026 12:04

Accordo Ue–Mercosur, sprint all’export italiano: +40% in tre anni, vale 10,4 miliardi di euro

Secondo un report del Centro studi di Unimpresa, l’intesa commerciale tra Unione europea e Mercosur potrebbe far crescere l’export italiano di circa 3 miliardi di euro tra il 2026 e il 2028. A trainare sarebbero soprattutto macchinari, chimica, moda e agroalimentare, grazie all’abbattimento dei dazi e all’accesso agli appalti pubblici sudamericani

L’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur si profila come una leva strategica per il rilancio dell’export italiano, in particolare per le piccole e medie imprese manifatturiere. Nel triennio 2026–2028 le esportazioni verso Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay potrebbero crescere in media del 40%, passando dagli attuali 7,4 miliardi di euro a oltre 10,4 miliardi, con un incremento complessivo vicino ai 3 miliardi.

È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa, che evidenzia come la progressiva eliminazione dei dazi – in alcuni casi fino al 35% – la riduzione delle barriere tecniche e la semplificazione delle procedure doganali possano determinare una crescita strutturale e non episodica della presenza del Made in Italy nei mercati sudamericani.

Il principale beneficiario dell’intesa sarebbe il comparto dei macchinari e delle apparecchiature elettriche, oggi primo settore di export verso il Mercosur con 3,1 miliardi di euro, pari a circa il 43% del totale. Grazie alla liberalizzazione tariffaria e all’apertura degli appalti pubblici, le esportazioni del settore potrebbero superare i 4,3 miliardi a fine triennio, sostenute dalla domanda di tecnologie per agroindustria, automazione, energia e logistica.

Risultati significativi sono attesi anche dalla chimica e dalla farmaceutica, che potrebbero crescere di circa 460 milioni di euro, raggiungendo quota 1,62 miliardi, beneficiando in particolare di una maggiore certezza regolatoria e del riconoscimento delle certificazioni. Positivo anche l’impatto sul comparto dei veicoli e della componentistica, con un aumento stimato di 260 milioni di euro, fino a circa 900 milioni, trainato dalla componentistica ad alto contenuto tecnologico.

Tra i settori oggi più penalizzati dalle barriere tariffarie figura il tessile, abbigliamento e calzature, che potrebbe registrare un incremento di circa 220 milioni di euro, rafforzando la presenza delle pmi italiane nei segmenti di qualità e premium. L’agroalimentare e le bevande, pur in un contesto politicamente sensibile, mostrano margini di crescita per i prodotti trasformati ad alto valore aggiunto, con un aumento stimato di oltre 160 milioni di euro grazie anche al riconoscimento delle indicazioni geografiche.

Secondo Unimpresa, l’intesa Ue–Mercosur rappresenta uno degli accordi commerciali più rilevanti per il sistema produttivo italiano degli ultimi anni. «Un potenziale aumento dell’export del 40% significa più produzione, più lavoro e una maggiore presenza del Made in Italy in un’area economica dinamica», sottolinea il presidente Paolo Longobardi, evidenziando la necessità di un adeguato accompagnamento istituzionale e di strumenti di sostegno all’internazionalizzazione.

Il Mercosur, con oltre 260 milioni di consumatori, costituisce infatti un mercato in forte evoluzione e ad alta domanda di beni industriali e prodotti di qualità. L’accordo con l’Unione europea, dopo oltre vent’anni di negoziati, punta a integrare progressivamente le due aree e potrebbe offrire alle imprese italiane, soprattutto alle pmi, una nuova piattaforma di crescita stabile in America Latina.

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