Napoli, l’artista iraniana Shirin Neshat al Museo Madre

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Domenica 28 ottobre un grande evento al Museo Madre di Napoli che ospiterà l’artista iraniana Shirin Neshat in occasione della proiezione del suo ultimo film “Looking for Our Kulthum”. L’incontro con l’artista con la successiva proiezione della pellicola si terrà dalle ore 18 alle 19,30.

Dopo la prima mondiale a Venezia, in occasione della 74esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica, il film verrà proiettato in una selezione di cinque musei e spazi espositivi distribuiti sull’intero territorio nazionale, tra cui, appunto, il Madre.

Vincitrice del Leone d’argento a Venezia per la migliore regia nel 2009, con l’opera d’esordio Women Without Men, Shirin Neshat prosegue lungo il percorso esplorativo tra i conflitti di genere e le difficili condizioni sociali delle donne all’interno del mondo islamico.

Il mondo femminile, con i suoi drammi, le sue battaglie e la sua forza ritorna al centro della sua ricerca, questa volta attraverso la figura della leggendaria cantante egiziana Oum Kulthum, che ancora oggi, a più di quarant’anni anni dalla scomparsa, continua a essere impressa nei cuori e nelle menti di milioni di persone in Medio Oriente.

Il film, dedicato alla cantante che è stata ed è ancora un mito del mondo arabo, è la storia di un’artista iraniana che è alla ricerca di se stessa e fa un film su una figura iconica. Una donna che racconta di un’altra donna. Oum Kulthum, nota come “Il Sit”, “La Signora”, diva mediorientale dalla voce sinuosa e inimitabile, era amata da ricchi e poveri, vecchi, giovani, bambini.

Il film racconta di Mitra, un’artista ambiziosa, madre e moglie quarantenne, che s’imbarca nel sogno di una vita: fare un film sulla sua eroina, la leggendaria cantante del mondo Arabo Oum Kulthum. Il suo obiettivo è esplorare le lotte, i sacrifici e il prezzo del successo di Oum Kulthum, un’artista donna che vive in una società conservatrice e dominata da uomini. Durante le riprese del film, tuttavia, l’improvvisa scomparsa di suo figlio adolescente e la crescente difficoltà di catturare l’essenza di Oum Kulthum come donna, come artista, come mito porteranno Mitra ad una profondissima crisi emotiva ed artistica.

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