scritto da Pasquale Petrillo - 06 Marzo 2026 09:10

Scontro sulla guerra

La risoluzione di maggioranza divide il Parlamento e accende lo scontro politico. Renzi attacca Meloni e critica anche Sanchez, rivendicando una linea europeista e atlantica

foto Giovanni Armenante

Il Parlamento approva la risoluzione di maggioranza sulla guerra con i voti del centrodestra e di Futuro nazionale, mentre i centristi scelgono l’astensione e Pd, M5S e Avs votano contro. L’assenza della presidente del Consiglio scatena le proteste delle opposizioni. Accusano Giorgia Meloni di sottrarsi al confronto in un momento cruciale. Elly Schlein chiede un no immediato all’uso delle basi italiane e invita il governo a scegliere l’Europa invece di Trump. Nicola Fratoianni denuncia il rischio di essere trascinati in un conflitto. Matteo Renzi definisce il governo «imbarazzante per mediocrità» e giudica l’assenza della premier un atto di arroganza istituzionale. Il leader di Italia viva critica però anche il premier spagnolo Sanchez. Lo accusa di populismo per le sue posizioni sull’attacco iraniano. Renzi sostiene che non si possa ignorare l’aggressione a Cipro, considerandola un attacco all’Europa. Infine, pur ribadendo la sua distanza da Trump, afferma che tra Stati Uniti e regime iraniano non ha dubbi da quale parte stare. Indubbiamente Giorgia Meloni ha sbagliato a non presentarsi in Parlamento. Un tema così delicato avrebbe richiesto la sua presenza. Detto questo, di fronte a crisi internazionali gravi come la guerra in Medio Oriente servirebbe un approccio diverso. Non dovrebbero diventare occasioni di scontro tra maggioranza e opposizione, ma momenti in cui cercare un atteggiamento unitario e collaborativo. Il Paese, davanti a minacce esterne, auspica coesione e non l’ennesima occasione di conflitto politico.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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