Scontro sulla guerra
La risoluzione di maggioranza divide il Parlamento e accende lo scontro politico. Renzi attacca Meloni e critica anche Sanchez, rivendicando una linea europeista e atlantica
Il Parlamento approva la risoluzione di maggioranza sulla guerra con i voti del centrodestra e di Futuro nazionale, mentre i centristi scelgono l’astensione e Pd, M5S e Avs votano contro. L’assenza della presidente del Consiglio scatena le proteste delle opposizioni. Accusano Giorgia Meloni di sottrarsi al confronto in un momento cruciale. Elly Schlein chiede un no immediato all’uso delle basi italiane e invita il governo a scegliere l’Europa invece di Trump. Nicola Fratoianni denuncia il rischio di essere trascinati in un conflitto. Matteo Renzi definisce il governo «imbarazzante per mediocrità» e giudica l’assenza della premier un atto di arroganza istituzionale. Il leader di Italia viva critica però anche il premier spagnolo Sanchez. Lo accusa di populismo per le sue posizioni sull’attacco iraniano. Renzi sostiene che non si possa ignorare l’aggressione a Cipro, considerandola un attacco all’Europa. Infine, pur ribadendo la sua distanza da Trump, afferma che tra Stati Uniti e regime iraniano non ha dubbi da quale parte stare. Indubbiamente Giorgia Meloni ha sbagliato a non presentarsi in Parlamento. Un tema così delicato avrebbe richiesto la sua presenza. Detto questo, di fronte a crisi internazionali gravi come la guerra in Medio Oriente servirebbe un approccio diverso. Non dovrebbero diventare occasioni di scontro tra maggioranza e opposizione, ma momenti in cui cercare un atteggiamento unitario e collaborativo. Il Paese, davanti a minacce esterne, auspica coesione e non l’ennesima occasione di conflitto politico.





