Pd, video contro il “Sì”: polemica e contraddizioni
Il video del Pd contro il SÌ al referendum sulle carriere dei magistrati viene duramente criticato da Luigi Marattin, che lo giudica offensivo, incoerente e populista. Ricorda che la riforma completa quella del 1988 voluta da Giuliano Vassalli. Uno scivolone, quello del Pd, che trasforma un tema serio in propaganda fuorviante
Un video diffuso dal Partito Democratico per sostenere il NO al referendum sulla separazione delle carriere del 22-23 marzo ha suscitato molte polemiche. Nel filmato, chi vota SÌ viene associato a estremisti neo-fascisti e neo-nazisti. A criticare duramente questa scelta è Luigi Marattin, già deputato del Pd e oggi nel gruppo misto. Marattin definisce l’accostamento offensivo e politicamente distorto. Secondo lui, il messaggio coinvolgerebbe anche dirigenti ed esponenti del Pd che in passato hanno sostenuto la riforma. Ciò rende il video ancora più incoerente. Marattin denuncia una deriva comunicativa del Pd, accusato di etichettare come “fascista” chiunque non condivida la sua posizione e di ricorrere a toni populisti simili a quelli del M5S. Ricorda inoltre che la separazione delle carriere rappresenta il completamento della riforma del 1988, voluta dal socialista Giuliano Vassalli, figura della Resistenza e vittima delle torture naziste. E’ indubbio che il video è di pessimo gusto, trasformando un confronto democratico su un tema delicato in propaganda fuorviante. Proprio perché il referendum è importante, meriterebbe un dibattito più serio e rispettoso.





