Groenlandia, nuova tensione transatlantica
L’Europa risponde alle parole di Trump sulla Groenlandia ribadendo l’inviolabilità dei confini e la sovranità danese. Washington non esclude però l’opzione militare, aprendo un nuovo fronte di frizione con gli alleati
Le dichiarazioni di Donald Trump sulla possibile acquisizione della Groenlandia, con l’ipotesi di un ricorso all’esercito Usa, provocano una reazione compatta dell’Europa. In una dichiarazione congiunta, i leader di Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Regno Unito e Danimarca ribadiscono che la Groenlandia fa parte del Regno di Danimarca ed è già inserita nel perimetro della Nato. Sovranità, integrità territoriale e inviolabilità dei confini vengono definiti principi non negoziabili. Allo stesso tempo, il documento evita lo scontro diretto con Washington, riconosciuta come partner essenziale per la sicurezza dell’Artico. Da parte americana, però, la Casa Bianca conferma che l’uso delle forze armate resta “un’opzione”, motivandolo con esigenze di sicurezza nazionale. La Danimarca e la Groenlandia hanno chiesto un incontro con il segretario di Stato Marco Rubio per chiarire la posizione statunitense, mentre cresce la preoccupazione europea per un nuovo fronte di tensione transatlantica. L’Europa ha responsabilità evidenti in materia di sicurezza e difesa e, su questo punto, le critiche di Donald Trump non sono del tutto infondate. Detto ciò, la politica internazionale è oggi scossa da un presidente americano sempre più imprevedibile. Non siamo alla follia, ma ci si avvicina pericolosamente. In questo scenario, la pace globale appare fragile come non mai. Anche alla luce della “lucida follia” di Vladimir Putin, il rischio di un nuovo conflitto mondiale non può più essere considerato remoto.





