scritto da Pasquale Petrillo - 15 Maggio 2026 08:54

Draghi e l’Europa sola

Nel discorso di Aquisgrana, Draghi avverte che l’Unione è entrata in una fase storica decisiva e non può più contare sulle vecchie certezze. Serve un federalismo pragmatico per trasformare l’Europa in una vera potenza politica, industriale e militare

foto Giovanni Armenante

Nel discorso pronunciato ad Aquisgrana per il Premio Carlo Magno, Mario Draghi descrive un’Europa entrata in una fase storica decisiva, segnata da crisi geopolitiche, guerre, inflazione, tensioni commerciali e crescente instabilità internazionale. Secondo Draghi, il continente non può più contare sulle vecchie certezze. Gli Stati Uniti non sono più il garante automatico della sicurezza europea. E la Cina non rappresenta un’alternativa affidabile. L’ex presidente della BCE sostiene che l’Europa sia oggi “sola insieme”. Costretta finalmente a prendere coscienza del proprio destino comune. I continui shock globali — dalla pandemia ai conflitti in Medio Oriente fino ai dazi commerciali — hanno mostrato tutta la fragilità dell’assetto europeo e l’insufficienza delle attuali strutture decisionali. Draghi insiste sul fatto che l’Unione Europea debba trasformarsi da semplice grande mercato economico a vera potenza politica, industriale e militare. Per riuscirci, propone un “federalismo pragmatico”. In breve, una graduale integrazione concreta nei settori strategici come difesa, energia, innovazione tecnologica e finanza comune. C’è poco da commentare. La classe politica europea sarà capace di questo salto di qualità? Avremo dei nuovi De Gasperi, Adenauer, Schuman? Più che dei nuovi padri, in giro si vedono molti nani. Tuttavia, mai dire mai. In fondo, “Spes ultima dea”.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Territoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni "Testimone di parte" (2006), "Appunti sul Governo della Città" (2009), "Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso" coautrice Silvia Lamberti (2018), "Il trionfo della mediocrità" (2025), nonché curatore di "Tornare Grandi" (2011) e "Salerno, la Provincia del buongoverno" (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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