Regione Calabria… velocità supersonica!

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Isola di Dino - Praia a Mare (foto tratta dal web)

Molti forse sanno che ho una casetta al nord della Calabria Tirrenica, una zona incantevole, che non fa rimpiangere la nostra “divina” costiera, di fronte all’Isola di Dino.

Ovviamente per ciò che mi costa sarebbe preferibile non averla, considerato anche che i Calabresi, come i Campani e tanti altri meridionali, sfruttano tutte le possibilità, legittime e talvolta no, per spillare quattrini ai turisti, residenti e non; con quel che mi costa farei vacanze da nababbo in un hotel a 4 o 5 stelle, cambiando ogni anno località.

Ma oramai ce l’ho, con i tempi che corrono non è nemmeno ipotizzabile venderla, e così, “ob torto collo”, me la tengo e ci faccio le vacanze.

Qualcuno probabilmente sa che i vacanzieri, per accedere in una Regione, hanno dovuto fare una complessa procedura di registrazione a un portale regionale, con tanto di riferimenti alle persone che accedevano, in quale data e per quale periodo di vacanze, al sistema per raggiungere la località, per gli automuniti la strada che intendevano percorrere e con tanto di dichiarazione che non si era stati contagiati dal virus.

Poco mancava che si dovesse dichiarare anche se eri calvo, il numero della calzature, e annessi e connessi.

E la Calabria non è stata da meno, e questo non poteva che far piacere, era il segnale di una attenzione quasi ossessiva per evitare la diffusione della pandemia, e comunque era il segnale di un rigore apprezzabile, anche perché la Regione avvertiva che, in mancanza, non ti avrebbe concesso l’accesso e sarei stato costretto a tornarmene a Cava.

E, quindi, il 12 giugno, con tanta pazienza, mi sono cimentato nel web-burocratico-adempimento, seguito da una raccomandata alla Regione, e mi sono sentito tranquillo.

E ho atteso per giorni che la Regione Calabria mi trasmettesse un web-riscontro: nulla di nulla.

Ok, mi sono detto, vuol dire che mi porto la documentazione e la esibisco a chi me la chiederà, certo che tra la Basilicata e la Calabria avrei trovato transenne, blocchi dell’Esercito, Carabinieri, Polizia e magari anche Vigili Urbani.

Falsa illusione: non solo non c’erano barriere e blocchi tra una Regione l’altra, ma nemmeno agli inizi del paese; insomma di militari, carabinieri, poliziotti e pizzardoni neppure l’ombra; qualche vigile c’era, ma giusto per fare contravvenzioni per divieto di sosta o eccesso di velocità.

Ho fatto una vacanza lunga, per ristorarmi (si fa per dire) dalla noia del confinamento di circa tre mesi; magari qualche giorno ho pure rimpianto la pace del confinamento, specialmente quando le giornate sono state eccessivamente calde: ma in compenso ho goduto delle gioie (si fa per dire!) di stare in famiglia.

La sorpresa è stata quando, oltre tre mesi dopo (il 17 settembre) ho ricevuto dalla Regione Calabria il seguente messaggio:

“Regione Calabria – 17 settembre 2020 – Gentile utente, in allegato la ricevuta del censimento dello spostamento in Regione Calabria inoltrato in data 12/06/2020, con identificativo richiesta: 05a7e5ecb22b20.”

Capperi, mi son detto, velocità supersonica!

Come tutte le cosa all’italiana, carte a posto e tutto in ordine!

Anche in questo caso, quindi, tutto inutile il web-burocratico-censimento, che in tantissimi non hanno fatto, e la Calabria pure se la sono girata in lungo e in largo.

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