Dal P.I.N. allo S.P.I.D. e oltre

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Più volte abbiamo parlato del PIN e dello SPID.

Il PIN è un codice alfanumerico per alcuni servizi (Inps, Agenzia delle Entrate, ecc.) e numerico in altri casi (B.mat, C.credito, ecc.).

Lo SPID, invece, è il Sistema Pubblico di Identità Digitale che consente di accedere a tutti i siti della pubblica amministrazione (Governo, Enti Pubblici, ecc.), a quello dell’Inps, a quello dell’Agenzia delle Entrate e via dicendo.

In merito al PIN c’è da dire che oramai è in via di estinzione perchè, a partire dal 1° ottobre 2021, non sarà più utilizzabile in quanto verrà sostituito dallo SPID.

Ma c’è un problema che colpirà buona parte della popolazione, specialmente quella di età avanzata, perché utilizzare lo SPID non è semplice, contrariamente al PIN che era facile ricevere anche per via telematica.

Lo SPID, invece, è una di quelle diavolerie all’italiana difficile da utilizzare anche perché viene rilasciato da pochi Enti abilitati, uno dei quali è l’Amministrazione postale che ha complicato da procedura in modo incredibile.

Chi scrive ha avuto, ed ha ancora, difficoltà con lo SPID, fatto alle Poste, ha dovuto cancellarlo due volte, tramite una procedura informatica non semplice; risulta che anche altri utenti siano stati costretti a fare altrettanto, facendoselo rilasciare da Tim, Aruba, Namirial, Intesa, Infocert: sono solo queste le alternative.

Fortunatamente viene incontro agli utenti la nuova carta di identità elettronica, abilitata all’accesso a molti siti, Governo, Ministeri, Agenzia delle Entrate, Inps, ecc.

Un articolo molto chiaro è stato recentemente pubblicato da una delle principali Associazioni dei consumatori italiano e una delle principali in Europa, molto chiaramente, che qui di seguito sintetizziamo per i nostri lettori.

Con il decreto Semplificazioni è stata introdotta la possibilità di delegare un’altra persona all’utilizzo della propria identità digitale, tuttavia il decreto attuativo di questa misura di semplificazione ancora non è stato pubblicato nonostante i tempi stringano: soliti ritardi della nostra burocrazia.

Il problema è sentito, tant’è che, proprio per venire in aiuto delle persone anziane o con scarsa dimestichezza informatica,  è stato chiesto  al ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale Vittorio Colao  che il decreto attuativo sia approvato al più presto e, nel frattempo, di prevedere una proroga dell’utilizzo degli attuali Pin.

Ma a complicare le cose ci ha pensato pure l’INPS, il quale ha stabilito le proprie modalità di conferimento delle deleghe, che di semplice non hanno nulla e, inoltre, coinvolgono anche quella fascia di cittadini per i quali sembrava che non fosse necessaria, come i figli minori o i disabili con amministratori di sostegno.

Il delegato accede con le proprie credenziali Spid e sceglie se operare per sé o per chi lo ha delegato.

Dal 16 agosto, infatti, è possibile delegare un’altra persona di propria fiducia a utilizzare in autonomia i servizi online dell’Inps: ogni cittadino può designare un solo delegato  e ognuno di essi può esserlo al massimo per cinque persone. Questo limite non riguarda i tutori, i curatori e gli amministratori di sostegno.

Il modulo di richiesta va presentato dal delegante solo fisicamente presso una struttura Inps, unitamente alla copia del documento di identità del delegante. L’Inps registra la delega nel sistema e, se sono registrati i contatti telematici di delegante e delegato, arriva una notifica sul cellulare o sulla mail dell’accettazione della delega.

La delega per i figli minorenni viene richiesta dai genitori che devono utilizzare i servizi online dell’Inps per i propri figli, oppure devono presentarsi presso uno sportello Inps con il modulo di richiesta, copia del documento di identità del richiedente e autocertificazione attestante la potestà genitoriale.

I tutori, i curatori e gli amministratori di sostegno possono richiedere la delega autocertificando la rappresentanza legale oppure presentando la documentazione che la prova.

Il richiedente deve presentarsi presso uno sportello Inps con il modulo di richiesta, copia del documento di identità del delegato e del tutelato, autocertificazione o copia del provvedimento del Giudice tutelare.

Le persone che non possono recarsi fisicamente presso gli sportelli Inps (allettate per lunga durata, ricoverate o a causa di patologie) possono richiedere la registrazione della delega anche attraverso il delegato, il quale dovrà esibire, fra l’altro, una attestazione sanitaria del medico di base sulla impossibilità del delegante di recarsi presso l’Inps,

Il tutto, comunque, subordinatamente alla emanazione delle modalità operative che ritarda.

L’alternativa alla delega, è quella di aiutare il proprio conoscente a creare una sua Spid a parte, ma qui rientriamo nel complesso e perverso meccanismo dello SPID al quale abbiamo già fatto cenno.

Dicevamo che per fortuna ci viene incontro la carta di identità digitale, che consente di superare lo Spid; ma pure per questo è necessario che la persona che non ha dimestichezza con la informatizzazione si faccia aiutare da un familiare o da un amico, oppure rivolgersi ad uno dei tanti Patronati.

E se una persona non possiede uno smartphone o un indirizzo di posta elettronica il tutto si blocca: è necessario che un parente o un amico si sostituisca al richiedente e agisca per conto dello stesso, con tutte le difficoltà e i rischi anche legali e giudiziari che questo può comportare.

Per chi utilizza lo Spid sono da valutare i livelli di sicurezza che ogni operatore garantisce.

Spid, infatti, ne prevede tre: il –primo livello permette di accedere ai servizi online attraverso un nome utente e una password scelti dall’utente; il –secondo livello è  necessario per servizi che richiedono un grado di sicurezza maggiore, come quelli dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps, e permette l’accesso attraverso un nome utente e una password scelti dall’utente, più la generazione di un codice temporaneo di accesso (one time password), fornito ad esempio attraverso un sms o una app del gestore di identità digitale; il modo in cui si ottiene questo secondo elemento di “sblocco” potrebbe cambiare in base al gestore, quindi occorre  verificarlo quando si sceglie per capire se servirà uno smartphone per usare l’app o se va bene anche un cellulare “vecchio stampo”, senza connessione internet; il –terzo livello di sicurezza Spid, oltre al nome utente e alla password, richiede un supporto fisico particolare che gestisce delle chiavi crittografiche. Questo supporto può essere una smart card o un dispositivo per la firma digitale remota.

Tutti gli operatori forniscono i primi due livelli di sicurezza, mentre solo alcuni forniscono anche il terzo livello: se si ha la necessità di accedere ai servizi online dell’Inps, ad esempio, servirà almeno il secondo livello di sicurezza.

In conclusione, questo è sempre meno un paese per vecchi, e pure contemperando l’esigenza della digitalizzazione spinta, il Governo non può non farsi carico della grande quantità di persone anziane, e portare avanti le procedure alla digitalizzazione in maniera graduale, anche previa semplici informative, che potrebbero essere divulgate pure tramite programmi televisivi che al momento fanno solo “gossip” (vedi i lunghi programmi pomeridiani su Rai1), cosa che finora non è avvenuta.

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