Coppa Europa e la mancanza di far play degli inglesi

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Gli inglesi non sanno perdere, ma non conoscono nemmeno le buone maniere

Smaltita la sbornia della vittoria della Nazionale Italiana che ha vinto la Coppa Europa sconfiggendo ai rigori la squadra inglese, qualche considerazione a mente fredda deve pur farsi.

L’estensore di questo commento, che di calcio non si intende, non lo segue e non impazzisce per questo sport, ma da italiano ha partecipato come tanti ai festeggiamenti, dopo aver trascorso la serata finale incollato al televisore (cosa che nemmeno lui credeva di riuscire a fare), probabilmente è rimasto condizionato da un suo insegnante di Geografia Economica, che pure aborriva il calcio: per lui era impensabile vedere ventidue stupidi correre dietro a una palla di gomma; e pensare che all’epoca quei 22 stupidi non erano nemmeno lautamente retribuiti come lo sono i calciatori odierni: probabilmente quel docente si starà rivoltando nella tomba.

Ma ormai è storia passata, la Coppa ce la siamo portata a casa, era dal 1968 che ci mancava; sadicamente abbiamo rilevato che gli Inglesi non l’hanno mai vinta, che piacere!

Evidentemente si erano illusi di avere la vittoria in tasca, tutto era a loro favore, lo stadio dell’incontro, la tifoseria inglese istericamente favorevole, la squadra che tutto sommato la partita se l’è giocata bene; ma purtroppo il pallone è tondo, e nella loro porta è entrata una volta di più, e …ormai è storia.

Ma che non avessero vinto avrebbero dovuto metterlo in conto, e non è questo il loro torto peggiore, la serata finale ha evidenziato tante altre negatività anglosassoni che, sinceramente, hanno lasciato tutti sconcertati, anche in considerazione della presunta compitezza di quel popolo, che in questa occasione è andata a farsi benedire.

Nella tribuna era seduto, insieme ai pochi tifosi italiani presenti, il nostro Presidente Sergio Mattarella, che nessun notabile inglese si è degnato di andare a salutare.

Non pretendevamo che si fosse mossa la anziana Regina d’Inghilterra, ma certo avrebbe fatta una bella figura il Premier Boris Jhonson se, coperto dalla folta capigliatura paglierina, fosse andato a salutarlo; invece ha ritenuto di ignorarlo, le azioni sono di chi le fa, non di chi le riceve, vorrà dire che al momento opportuno ce ne ricorderemo.

Ma una ulteriore colossale gaffe è stata commessa dagli stessi calciatori inglesi, quando si sono sfilata dal collo la medaglia, dimostrando di non avere rispetto né per lo sport né per le buone maniere; pure questo rimarrà negli annali storici dello sport, e certamente non sarà per il calcio inglese un episodio positivo.

Ma se lo sport viene interpretato in questo modo, quale lezione se ne può trarre?

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