L’economia dello spazio in Italia: un settore piccolo ma strategico che corre più veloce del resto del Paese
Nel 2021 l’Istat misura per la prima volta il peso dell’economia dello spazio italiana: un comparto che vale 8 miliardi di produzione e 2 miliardi di valore aggiunto, pari allo 0,1% del Pil, ma con livelli di produttività, innovazione e apertura internazionale nettamente superiori alla media nazionale. A trainarlo sono grandi imprese e multinazionali altamente specializzate, concentrate soprattutto in Lazio, Lombardia e Piemonte, con un forte orientamento all’export e alla ricerca
Secondo il nuovo Conto tematico dell’Istat, nel 2021 l’economia dello spazio in Italia ha generato 8 miliardi di euro di produzione e impiegato oltre 23mila addetti, contribuendo al Pil per 2 miliardi. Pur rappresentando una quota ridotta dell’economia nazionale, il settore mostra performance eccezionali: produttività per addetto del 65% superiore alla media, salari più alti e una marcata propensione all’innovazione, con investimenti in ricerca e sviluppo significativamente maggiori rispetto al resto del sistema produttivo.
La componente core, l’upstream, si distingue per un elevato orientamento ai mercati esteri, una forte diversificazione geografica e merceologica e un’intensa attività di R&S. Manifattura e servizi contribuiscono in modo equilibrato, con picchi nei mezzi di trasporto, nell’elettronica, nel software e nelle telecomunicazioni.
Il settore è dominato da grandi imprese e gruppi multinazionali, responsabili della quasi totalità del valore aggiunto e dei flussi commerciali con l’estero. La distribuzione territoriale è fortemente concentrata nel Centro e Nord-Ovest, con Lazio, Lombardia e Piemonte come poli principali.
Le imprese dello spazio impiegano personale altamente qualificato, con elevata istruzione e retribuzioni più alte della media, mentre il ricorso al tempo determinato è marginale. In sintesi, si tratta di un comparto piccolo nelle dimensioni ma decisivo per competitività, tecnologia e internazionalizzazione dell’economia italiana.







