scritto da Nino Maiorino - 01 Giugno 2024 06:46

Elezioni europee 2024: per cosa votare?

Il navigatore politico per orientarsi

Esaurito l’impegnativo compito di illustrare ai nostri lettori le norme burocratico-amministrative da seguire per le prossime votazioni dell’8 e 9 giugno per il rinnovo del parlamento dell’UE, cerchiamo ora di entrare nel significato politico di queste elezioni per il rinnovo tutti gli organi istituzionali per il sessennio 2024-2030.

Non se ne parla molto, se non in alcuni ambienti e in alcune occasioni, e la maggior parte degli elettori brancola nel buio, perché non sa per cosa e per chi votare.

Nemmeno i candidati, nuovi uscenti e ricandidati, convocati in taluni contesti con l’esplicito impegno a spiegare cosa intendono fare nel prossimo mandato, sono espliciti.

L’estensore di questo articolo ha avuto occasione di partecipare a convegni, convocati nell’alto cosentino, ai quale hanno partecipato diversi candidati; di essi quelli uscenti hanno magnificato il loro impegno senza però accennare ad alcun risultato concreto, quelli neocandidati sono stati a dir poco ermetici.

La chiarezza da parte dei candidati sarebbe di grande importanza per gli elettori, purché fosse chiaro che è ora di iniziare a considerare l’Unione Europea una entità sopranazionale di grande impatto sotto tutti i punti di vista, e che è ora di avviarla a diventare una organizzazione sovranazionale che possa sedersi al tavolo dei grandi della terra con il peso che merita.

Il discorso, già fatto nei precedenti articoli, è che occorre riportarsi al famoso Manifesto di Ventotene, che creò le basi per la costituzione dell’U.E., scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nell’anno 1941, i quali prefigurarono la necessità di istituire una federazione europea dotata di un parlamento e di un governo democratico con poteri reali e sovrannazionali, un organismo europeo non solo economico e monetario, ma principalmente politico, sul tipo della repubblica federale degli  USA, cioè una unione politica di Stati sovrani con una amministrazione centrale che detti le regole generali nell’ambito delle quale i vari Stati aderenti si organizzano, legiferano, rendendo conto non solo alle singole popolazioni, ma anche alla organizzazione federale centrale.

Purtroppo, le lentezze postbelliche dell’Europa non furono superate, e per tale motivo, in attesa di giungere alla Unione politica auspicata dai Padri Fondatori, si realizzò, a cavallo fra il precedente e l’attuale secolo, solo una unione monetaria con limitati poteri di ingerenza all’interno degli stati membri.

In questi anni la U.E. ha fatto quello che ha potuto, ingerendo con piglio deciso nella politica monetaria, ma andando avanti, in tutti gli altri campi, con “suggerimenti” chiamati eufemisticamente, “risoluzioni” che, in pratica non risolvono nulla perché ogni stato membro deve poi trasformarle, se vuole e se può, in leggi nazionali: vedasi, come semplici esempi, il caos delle concessioni balneari, o le sconcertanti decisioni in merito alla politica per l’accoglimento degli immigrati che ha lasciato l’onere della gestione dell’intero fenomeno quasi tutto al nostro paese senza un concreto coinvolgimento degli altri Stati membri.

Non vogliamo dilungarci ulteriormente su tutti i problemi irrisolti, ormai noti a tutti, ma a distanza di oltre ventennio dalla sua creazione, l’UE deve sapere e chiarire quale dovrà essere il suo futuro, e sarebbe importante che gli elettori dessero indicazioni chiare della loro volontà in merito.

Per cambiare l’attuale Unione, è importante, quindi, il voto cosciente degli elettori.

Ovviamente noi italiani, come quelli di ciascun paese membro, possiamo parlare per il nostro paese, ma il caos politico che stiamo vivendo, all’interno e all’esterno del paese, ce lo consente con grande difficoltà.

Allora, avvalendoci di una specie di sondaggio fatto dal giornale on-line “Quotidiano-net”, possiamo cercare di aiutare i nostri lettori a diventare elettori (chiediamo venia per il bisticcio) consapevoli facendo il percorso all’incontrario, cioè partendo dai “desiderata” per individuare tra i candidati al Parlamento comunitario quelli che sono impegnati a lavorare per costruire gli obiettivi che ciascuno di noi vorrebbe conseguire.

Ci rendiamo conto che non è facile, ma nel caos imperante ci è sembrata una buona strada da seguire.

È una specie di “Navigatore politico” per orientarsi sul voto, una “App” di consulenza elettorale, offerta da QN insieme al prestigioso Istituto Universitario Europeo – Robert Schuman Center for Advanced Studies di Firenze, sviluppata con il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa, di cui sono responsabili i professori Eugenio Pizzimenti ed Enrico Calossi: basta rispondere al test sui temi dell’agenda Ue per orientarsi.

 

Preliminarmente è da precisare che a ciascun quesito si possono può dare una delle seguenti risposte:

  • Completamente d’accordo
  • Tendenzialmente d’accordo
  • Neutrale
  • Tendenzialmente in disaccordo
  • Completamente in disaccordo
  • Nessuna opinione

 

I 30 quesiti/dichiarazioni proposti sono i seguenti:

 

Dichiarazione 01 / 30

L’uso dei servizi di trasporto pubblico dovrebbe essere incentivato attraverso “tasse verdi” (ad esempio imponendo pedaggi stradali).

Dichiarazione 02 / 30

L’utilizzo di fonti di energia rinnovabile (per esempio l’energia solare o eolica) dovrebbe essere sostenuto anche a fronte di maggiori costi energetici.

 

Dichiarazione 03 / 30

Come previsto dal Green Deal europeo, dovrebbe essere previsto un divieto europeo alla vendita dei veicoli a motore a combustione interna entro il 2035.

 

Dichiarazione 04 / 30

La legalizzazione dei matrimoni omosessuali sarebbe un fatto positivo.

 

Dichiarazione 05 / 30

L’uso personale delle droghe leggere andrebbe legalizzato.

 

Dichiarazione 06 / 30

L’interruzione di gravidanza dovrebbe essere sottoposta a maggiori restrizioni.

 

Dichiarazione 07 / 30

Le quote di genere (ad esempio una percentuale minima di posti che deve essere garantita a donne) sono una cosa positiva.

 

Dichiarazione 08 / 30

L’Unione Europea dovrebbe punire più severamente gli stati membri che violano i parametri europei sul deficit di bilancio.

 

Dichiarazione 09 / 30

L’Unione Europea dovrebbe acquisire un proprio potere d’imposizione fiscale.

 

Dichiarazione 10 / 30

La moneta unica Europea (l’Euro) è una cosa negativa.

 

Dichiarazione 11 / 30

L’Unione Europea dovrebbe parlare con una sola voce in materia di politica estera.

 

Dichiarazione 12 / 30

I richiedenti asilo dovrebbero essere distribuiti proporzionalmente tra gli stati membri dell’Unione Europea mediante un sistema di ricollocazione obbligatorio.

 

Dichiarazione 13 / 30

L’Unione Europea dovrebbe rafforzare la propria politica di sicurezza e difesa.

 

 

Dichiarazione 14 / 30

Per combattere l’immigrazione clandestina, l’Unione Europea dovrebbe assumersi la responsabilità di pattugliare I suoi confini.

 

Dichiarazione 15 / 30

L’integrazione europea è un processo positivo.

 

Dichiarazione 16 / 30

I singoli stati membri dell’Unione Europea dovrebbero avere un minore potere di veto.

 

Dichiarazione 17 / 30

L’Unione Europea dovrebbe sanzionare gli stati membri i cui governi non rispettano lo stato di diritto.

 

Dichiarazione 18 / 30

Agli immigrati extracomunitari dovrebbe essere richiesto di accettare la nostra cultura e i nostri valori.

 

Dichiarazione 19 / 30

L’immigrazione in Italia dovrebbe diventare più restrittiva.

 

Dichiarazione 20 / 30

L’Unione Europea dovrebbe rafforzare la regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale anche se questo causasse un rallentamento dell’innovazione.

 

Dichiarazione 21 / 30

L’unione Europea dovrebbe tutelare i produttori agricoli europei dalla competizione internazionale anche a costo di un aumento dei prezzi dei prodotti agricoli.

 

Dichiarazione 22 / 30

L’Italia dovrebbe aumentare la spesa militare.

 

Dichiarazione 23 / 30

Il livello dei servizi pubblici dovrebbe essere mantenuto anche se questo richiedesse tasse più alte.

 

Dichiarazione 24 / 30

Lo stato dovrebbe fornire un maggiore supporto finanziario ai lavoratori disoccupati.

 

Dichiarazione 25 / 30

La spesa pubblica dovrebbe essere ridotta allo scopo di abbassare le tasse.

 

Dichiarazione 26 / 30

La tassazione sulla parte più ricca della popolazione dovrebbe essere aumentata.

 

Dichiarazione 27 / 30

L’età pensionabile dovrebbe essere innalzata per rendere più sostenibile il sistema pensionistico.

 

Dichiarazione 28 / 30

Lo stato dovrebbe intervenire per controllare l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.

 

Dichiarazione 29 / 30

L’Unione Europea dovrebbe continuare a fornire assistenza militare, con armi e munizioni, all’Ucraina.

 

Dichiarazione 30 / 30

L’Ucraina dovrebbe essere accolta come nuovo Stato membro dell’Unione Europea.

 

Secondo l’Istituto Robert Schuman in queste 30 dichiarazioni sono raccolte le aspirazioni degli elettori italiani della U.E.

Sarebbe stato opportuno che a ciascun candidato fossero state posti questi quesiti; purtroppo più di questo non abbiamo potuto fare, ma riteniamo che, su questa base, gli elettori abbiano qualche elemento in più per orientarsi.

Conclusione: “Che Dio ce la mandi buona”, anche perché le persone di una certa età probabilmente non riusciranno a vedere realizzate le loro aspirazioni, ma moltissime si pongono il problema del mondo che vorrebbero (dovrebbero) lasciare ai loro figli e nipoti.

In altra epoca, dall’immediato dopo guerra in avanti, quando si andava a votare per la ricostruzione del paese distrutto dalla seconda guerra mondiale, si entrava nelle cabine elettorali con maggiori consapevolezze, ma comunque veniva da dire “Che Dio ce la mandi buona”, molti chiedevano al Signore di assisterli.

Oggi forse è il caso di fare lo stesso.

Classe 1941 – Diploma di Ragioniere e perito commerciale – Dirigente bancario – Appassionato di giornalismo fin dall’adolescenza, ha scritto per diverse testate locali, prima per il “Risorgimento Nocerino” fondato da Giovanni Zoppi, dove scrive ancora oggi, sia pure saltuariamente, e “Il Monitore” di Nocera Inferiore. Trasferitosi a Cava dopo il terremoto del 1980, ha collaborato per anni con “Il Castello” fondato dall’avv. Apicella, con “Confronto” fondato da Pasquale Petrillo e, da anni, con “Ulisse online”.

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