Crisi siccità in Italia, le soluzioni esistono ma non si applicano

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Anche quest’anno vi è questo problema, a rischio l’agricoltura. Tuttavia basterebbe “guardare” ad Israele che ha trasformato il deserto in terra fertile

Anche quest’anno l’Italia si ritrova ad affrontare il problema siccità, ovvero la scarsità di acqua che mette a rischio l’agricoltura e non solo. Oramai è una problematica che ogni anno si ripresenta ma senza che la classe politica trovi le “energie” per affrontarla. Tuttavia basterebbe “guardare” ad Israele per avere una soluzione.

Israele, dal 1948 Paese innovativo

Fin dalla sua nascita lo Stato di Israele si è ritrovato in un territorio desertico che ha comportato una serie di sfide. La classe politica però, facendo tesoro della preparazione dei propri tecnici, riuscì a trasformare la terra arida in terra fertile e a far sviluppare l’agricoltura con una serie di misure. Ancora oggi il Paese riesce ad essere autosufficiente nonostante le caratteristiche del territorio.

L’irrigazione goccia a goccia

Per far sviluppare l’agricoltura venne diffusa l’irrigazione di tipo “goccia a goccia” che, al contrario di quella maggiormente impiegata in Italia ( per scorrimento – immersione), consuma una quantità inferiore di acqua. In pratica essa consiste nel far “gocciolare” l’acqua dalle manichette direttamente alla base del fusto della pianta. In tal modo l’acqua non viene sprecata, ovvero dispersa nel terreno in quanto assorbita direttamente dalle radici. Inoltre si privilegia l’irrigazione notturna tale da evitare l’evaporazione.

Impianti vari

Inoltre in Israele sono presenti impianti di desalinizzazione lungo le coste, viene praticato il riciclaggio delle acque reflue, assegnate quote d’acqua ai nuclei familiari e sfruttati i pozzi. Infine viene praticata anche l’inseminazione delle nuvole attraverso lo ioduro d’argento, un sale che favorisce la pioggia anche se tale pratica è criticata per eventuali ripercussioni sul clima e la salute.

Possibili soluzioni

In Italia attraverso degli incentivi si potrebbe spronare l’utilizzo del sistema goccia a goccia, così come la costruzione di pozzi per sfruttare le falde o ancora realizzare dei bacini di raccolta d’acqua piovana. Visto che ogni inverno ci si ritrova con pioggia abbondanti ed allagamenti non sarebbe un’idea sbagliata trasformare in un punto di forza una criticità.

Le problematiche

Pertanto bisogna utilizzare al meglio le risorse idriche che disponiamo. Tuttavia è innegabile che la “colpa” non è solo della natura e dell’inquinamento. Secondo i dati diffusi cica il 40% della rete idrica “fa acqua“, ovvero soffre di perdite. Si parla quindi di quasi la metà dell’acqua.

Infine anche le abitudini andrebbero cambiate. Un esempio che può sembrare ridicolo è che molti water, nelle utenze domestiche, non dispongono del doppio pulsante negli sciacquoni, in molti Comuni le fontane pubbliche non hanno rubinetti e così via. Una maggiore sensibilità e attenzione aiuterebbe molto.

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Classe ’93, è laureato in “Politiche, Istituzioni e territorio” presso l’Università degli studi di Salerno. Appassionato di storia e politica, ha collaborato inizialmente con la testata giornalistica cosentina “Il Meridione libero giornale quotidiano” occupandosi di tematiche estere, ed attualmente con il periodico “Nuovo Nocera” e la rivista Ulisse on-line. Inoltre, possiede un personal blog (travellingpoliticastoriaarte.wordpress.com) dove si occupa di divulgazione storico-artistica.Infine, la sua passione verso la scrittura e la lettura lo ha spinto alla pubblicazione di romanzi di spionaggio e saggi storici.

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