Crisi di governo, questo è il giorno della verità

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foto tratta da profilo Fb

Questa mattina nuovo incontro Pd-M5S. Al Colle attesi Di Maio e Zingaretti. Dopo l’annuncio di Di Maio sul voto sulla piattaforma Rousseau, riparte in salita il confronto tra Cinque Stelle e Dem. Il leader 5 Stelle rivendica il ruolo di vicepremier

Dal vertice cancellato al clima sereno. Per poi ripiombare nell’incertezza, con il rischio che possa saltare tutto. Partito democratico e Movimento 5 Stelle hanno vissuto una nuova giornata sulle montagne russe alla ricerca della quadra in quella trattativa che dovrebbe portare ad un governo giallo-rosso. La nuova riunione alla Camera tra le delegazioni Pd e M5s, cominciata alle 18 e durata un paio d’ore, ha fatto registrare positivi passi avanti. Una accelerazione arrivata dopo diversi contatti tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il segretario Pd Nicola Zingaretti e che ha avuto al centro i principali nodi politici della vicenda. I dem aprono infatti su Conte, ma chiudono sulla possibilità che sia di nuovo Luigi Di Maio il suo vicepremier.

Questa mattina è previsto un nuovo incontro tra le delegazioni alle 8.30. Mentre alle 10 – prima delle consultazioni al Colle previste alle 16 –  il Pd terrà la direzione del partito presso l’auletta dei gruppi di Montecitorio. Mentre il M5s ha deciso che l’intesa con i dem sarà sottoposta al voto sulla piattaforma Rousseau entro la prossima settimana: “Nostro sì a progetto solo se ci sarà l’ok su Rousseau”, annuncia Di Maio sul blog delle Stelle. Ma il Pd non la prende bene e replica: “Grave sgarbo istituzionale”.

A complicare nuovamente la partita c’è poi l’insistenza di Di Maio a insistere nel voler fare il vicepremier, con il capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato Stefano Patuanelli che lo sostiene: “Deve avere un ruolo nell’esecutivo”. Insomma la tensione risale al punto che a tarda sera il negoziato rischia di saltare. “Abbiamo approfondito i punti per una base comune di programma”, ha detto la vicesegretaria dem Paola De Micheli al termine del vertice tra le due delegazioni.

“Il lavoro continua” ha aggiunto il capogruppo al Senato Andrea Marcucci. “Abbiamo lavorato in buon clima, ci vedremo domani. Non abbiamo parlato di nomi. ll Pd ci ha illustrato i suoi punti e noi abbiamo ribadito i nostri dieci punti programmatici. Il nostro capo politico è Luigi Di Maio, ora stiamo andando a confrontarci con lui”, ha aggiunto Patuanelli. E il capogruppo 5s alla Camera Francesco D’Uva ha confermato di avere una “buona sensazione” circa le possibilità di trovare un’intesa. Intanto a Montecitorio si è tenuta l’assemblea degli eletti cinquestelle alla quale però Di Maio, Patuanelli e D’Uva non hanno preso parte, essendo riuniti in contemporanea a Palazzo Chigi. (fonte Confcommercio)

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