Covid: recupera il turismo nelle città italiane, soprattutto nel periodo estivo

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Il 2021 conferma la tendenza a spostarsi principalmente per piacere, svago o riposo (73,1% delle vacanze) e per visite a parenti e amici (25,5%).

Infatti, ad eccezione del primo trimestre, caratterizzato dalla prevalenza dei viaggi per visite a parenti e amici, i trimestri successivi confermano le motivazioni di piacere e svago.

I viaggi per visite a una città (-60% nel 2020) crescono molto per le destinazioni italiane (+39% sul 2020), ma non recuperano i livelli del 2019 (-23,5%). Tuttavia, rispetto al periodo precedente la pandemia, soltanto l’estate ha contribuito alla tenuta delle vacanze in città italiane, registrando nel trimestre luglio-settembre addirittura un incremento del 64,4% rispetto al 2019.

Al contrario, le città estere sono ancora in forte crisi in ogni periodo dell’anno (-82% rispetto al 2019).

Le vacanze al mare continuano a essere le preferite dai residenti (57,7% sul totale dei viaggi) raggiungendo per la prima volta una quota elevata anche per l’estero (61% dei viaggi all’estero).

Le vacanze in montagna e campagna rimangono stabili (rispettivamente 25,7% e 15,3%). Tuttavia, per le prime il parziale recupero nel secondo e quarto trimestre e l’ottima tenuta dei flussi estivi (sugli stessi livelli del 2019) non riesce a compensare le perdite della stagione invernale (-79% dei flussi rispetto al 2019).

Le vacanze per praticare uno sport, più frequenti in inverno nelle località montane quasi si annullano, attestandosi ad appena il 6,1% dei viaggi nel trimestre, lontane dai livelli dello stesso periodo del 2019 (erano il 12,5%).

Le restrizioni alle attività fruibili durante le vacanze e l’incertezza dovuta alla situazione sanitaria, dunque, continuano a condizionare le scelte. Ancora in forte calo (-70,8% sul 2019) le vacanze dedite esclusivamente a visite al patrimonio culturale, alla partecipazione a eventi e spettacoli e al turismo enogastronomico: per il secondo anno consecutivo rappresentano una quota molto ridotta delle vacanze (7,8%, era 16,9% nel 2019).

I trattamenti di benessere, lo shopping, il volontariato, la pratica di hobby, le visite ai parchi divertimento o le vacanze svolte per assistere a eventi sportivi, per studio o formazione, vedono contrarsi ancor di più la loro quota rispetto al periodo precedente la pandemia (da 7,5% nel 2019 a 5,4% nel 2020, a 4,3% nel 2021).

Tra le vacanze svolte per piacere, svago o riposo, quelle dedicate al riposo o divertimento, anche nel 2021 rimangono predominanti (72,7%) soprattutto in estate (77,8%). Questa infatti è l’unica stagione in cui l’attenuarsi della pandemia, come nel 2020, permette una ripresa delle vacanze.

Ciononostante, le vacanze di riposo/divertimento diminuiscono del 20% rispetto al 2019. (fonte Istat)

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