Coronavirus, nuove restrizioni in Veneto, Emilia Romagna e Friuli

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foto tratta dal sito del Ministero dell'Interno

Ordinanza comune delle tre regioni: mascherina indossata sempre, negozi chiusi la domenica e in ristoranti e bar dalle 15 alla 18 consumazione soltanto da seduti. È vietato passeggiare nei centri storici e in luoghi affollati.

 

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha dato l’ok alle ordinanze delle Regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna che prevedono misure più restrittive rispetto a quelle già previste. Obbligatorio l’uso della mascherina al di fuori dell’abitazione ad eccezione dei bambini o di chi fa attività sportiva intensa, consentita l’attività sportiva e motoria nei parchi ma solo in aree periferiche e nel rispetto di almeno due metri di distanza, consentito l’accesso a pubblici esercizi non più di una persona alla volta, vietati i mercati se non in caso di apposito piano che prevede perimetrazione, sorveglianza e varchi di accesso e fortemente raccomandato garantire quando possibile l’accesso agli esercizi commerciali nelle prime due di apertura agli over 65 anni. Spetterà ai sindaci fissare ulteriori specifiche limitazioni. Non è permesso passeggiare nelle strade e nelle piazze dei centri storici delle città e nelle aree affollate.

Le tre Regioni diventano quindi una sorta di “gialla plus” per dirla con un termine usato dal governatore Zaia. Intanto il ministro delle Autonomie Francesco Boccia ha fatto chiarezza sulle future mosse del governo: “Vediamo il monitoraggio di domani e poi si deciderà quale colore per la Campania e per altre regioni. Le misure arriveranno tra sabato e domenica, ma si daranno sempre 24 ore di tempo dopo l’ordinanza del ministro della Salute per l’organizzazione territoriale”. E sul Natale, il ministro condivide l’idea del consulente di Speranza, Walter Ricciardi: “E’ ovvio che sarà un Natale diverso. Grandi feste non saranno possibili, si dovrà stare con il proprio nucleo familiare”.

ALTRE CINQUE REGIONI IN ZONA ARANCIONE

Dopo l’ordinanza firmata dal ministro della SaluteRoberto Speranza, cinque nuove regioni sono passate dall’11 novembre da area gialla a area arancione: si tratta di Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, Umbria.

Entra nell’area rossa la Provincia autonoma di Bolzano. Complessivamente in area gialla rimangono Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Veneto.

In area arancione Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria.

In area rossa Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Bolzano.

Per quel che riguarda nello specifico le misure previste dal Dpcm del 3 novembre sulla scuola per le zone arancioni resta tutto uguale alle zone gialle, ovvero la didattica in presenza è garantita per le classi fino alla secondaria di primo grado. Le superiori seguiranno le lezioni a distanza.

Nelle zone rosse, ricordiamo, la didattica in presenza si sospende anche per le classi seconde e terze delle scuole medie.

Il nuovo Dpcm prevede il coprifuoco dalle 22 alle 5 in tutta Italia e la divisione del Paese in tre fasce, con veri e propri lockdown per le zone “rosse” e “arancioni”.

Nelle regioni “arancioni”, invece, c’èun vero e proprio “lockdown soft”: non si potrà uscire o entrare nelle zone rosse, “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”, ma sarà vietato anche spostarsi in un Comune diverso da quello di residenza. Chiusi tutte e attività di ristorazione (tranne che nelle aree di servizio lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti).

Nelle zone rosse si fa un passo in più e di fatto si tratta del lockdown dello scorso inverno: oltre ai ristoranti vengono chiusi anche tutti gli altri negozi, “fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità”. Inoltre, non sarà vietato solo spostarsi in un altro Comune, di fatto si dovrà restare a casa tutto il giorno, “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. Barbieri e parrucchieri potranno restare aperti, contrariamente a quanto previsto nella bozza del decreto.

Norme, queste per le zone rosse e arancioni, che varranno per “almeno 15 giorni” e comunque non oltre la data di efficacia del decreto, cioè inizio dicembre. (fonte Confcommercio)

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