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Cava de’ Tirreni, il silenzio delle candidate: davvero nessuna donna è pronta?

Possibile che in una città viva, colta, piena di energie come Cava de’ Tirreni non ci sia una sola donna pronta a guidare la macchina amministrativa?

Cava de’ Tirreni, il silenzio delle candidate: davvero nessuna donna è pronta?

C’è un’assenza che fa più rumore di mille comizi. A Cava, al momento, nessuna donna è candidata a sindaco. Nessuna. Zero. E la domanda non è polemica, è semplice: possibile che in una città viva, colta, piena di energie come Cava de’ Tirreni non ci sia una sola donna pronta a guidare la macchina amministrativa?

Non è una questione di quote rosa, né di bandierine ideologiche. È una questione di sguardo. Le città non si governano solo con i numeri di bilancio, ma con la capacità di leggere i bisogni: scuola, mobilità, lavoro, spazi per i giovani, cura degli anziani. Temi che attraversano la vita quotidiana e che troppo spesso restano intrappolati in un linguaggio politico autoreferenziale, quasi da club privato.

Qualcuno dirà: “Se non si candidano, un motivo ci sarà”. Vero. Ma il punto è chiedersi quale. La politica locale, specie nei centri medi, è ancora percepita come un’arena logorante, fatta di equilibri opachi, pacche sulle spalle e reti consolidate. Non sempre è un ambiente che incoraggia chi non appartiene già a certe dinamiche. E questo non riguarda solo le donne, ma con le donne diventa più evidente.

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Il paradosso è che fuori dai palazzi c’è un mondo femminile che regge pezzi interi di comunità: professioniste, imprenditrici, docenti, volontarie. Donne che decidono, organizzano, mediano conflitti, costruiscono reti. Governano già, ma senza fascia tricolore. Allora la domanda cambia: non è “perché non si candidano?”, ma “perché il sistema non le intercetta?”.

In Italia le sindache non sono un’eccezione folkloristica, ma restano una minoranza. E ogni volta che una città sceglie una donna, non compie un atto simbolico: amplia l’immaginario. Dice alle ragazze che la politica non è un territorio ostile per definizione.

Forse il problema non è l’assenza di candidature femminili. Forse è l’assenza di un clima che le renda naturali. E qui la responsabilità non è solo dei partiti, ma di tutti noi. Perché una comunità che non si abitua a vedere donne nei luoghi decisionali finisce per non immaginarle nemmeno.

Cava oggi non ha una candidata sindaco. Mah. È un dettaglio o un segnale? La vera provocazione è questa: se non ci stupisce più, non sarà che abbiamo abbassato l’asticella delle nostre aspettative democratiche?

 

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Foto di Gennaro Pierri

Gennaro Pierri

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista…

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