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Addio al professor Antonio De Simone: l’archeologo che ha svelato i segreti nascosti del Vesuvio

Si è spento l’illustre docente e studioso di fama internazionale. Dagli scavi alla Villa dei Papiri di Ercolano alla scoperta della Villa Augustea di Somma Vesuviana, il suo lavoro ha cambiato per sempre la mappa dell’archeologia campana. Fu mentore e guida di Alberto Angela

Addio al professor Antonio De Simone: l’archeologo che ha svelato i segreti nascosti del Vesuvio

L’archeologia e la cultura italiana piangono la scomparsa del professor Antonio De Simone, docente presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e figura di primissimo piano nel panorama scientifico internazionale e punto di riferimento insostituibile per la tutela e la valorizzazione del territorio vesuviano. Premiato solo lo scorso anno nella nostra città con il Premio Com&Te alla Cultura per il suo “ruolo prezioso -come si legge nelle motivazioni- nel dare uno straordinario contributo al settore dei beni culturali, precipuamente nel perseguire l’obiettivo di dare piena attuazione al dettato costituzionale, che riconosce il valore storico intrinseco del patrimonio culturale e sancisce l’inderogabile obbligo della sua tutela… e per il contributo offerto allo sviluppo del nostro Mezzogiorno ricco di storia e di arte”,  De Simone lascia in eredità decenni di scoperte, rigore accademico e un’inesauribile passione per la divulgazione.

La svolta alla Villa dei Papiri
Ercolano e la straordinaria Villa dei Papiri hanno rappresentato il cuore pulsante della sua carriera. Negli anni ’80, De Simone è stato tra i principali artefici di una nuova e fondamentale stagione di indagini. Riportando l’archeologia “sul campo” all’interno del monumento — conosciuto per oltre due secoli quasi esclusivamente attraverso i cunicoli di epoca borbonica —, le sue ricerche hanno consentito di esplorare il settore occidentale della residenza. Sotto la sua direzione sono riemersi ampi ambienti finora sconosciuti e pregevoli lastre marmoree decorate con scene mitologiche, ampliando radicalmente la conoscenza di uno dei complessi più celebri dell’antichità romana.

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La visione scientifica: il versante nord del Vesuvio
Forse il contributo più originale e innovativo del professor De Simone è stato l’aver intuito l’importanza del versante settentrionale del Vesuvio, un’area rimasta a lungo ai margini delle grandi campagne archeologiche rispetto a Pompei ed Ercolano.

È sotto metri di depositi vulcanici a Somma Vesuviana che ha fatto riemergere la maestosa struttura oggi nota come Villa Augustea, legata alla storica ipotesi di essere il luogo in cui morì l’imperatore Augusto nel 14 d.C. Insieme alle indagini condotte a Pollena Trocchia, le sue ricerche hanno restituito la trama di un paesaggio antico vivo e complesso, fatto di ville, strade, insediamenti e attività produttive lungo l’asse tra Napoli e Nola.

Restauri, incarichi istituzionali e l’eredità con Alberto Angela
Nel corso della sua ricca carriera, De Simone ha ricoperto ruoli di grande responsabilità:

Incarichi di vertice: Componente del Comitato tecnico-scientifico per i beni archeologici del Ministero della Cultura e direttore della Scuola di specializzazione in beni archeologici dell’Università Suor Orsola Benincasa.

City Manager a Pompei: Incarico istituzionale conferitogli nel 2007 dalla Soprintendenza archeologica, forte della sua impareggiabile conoscenza dell’area.

Grandi restauri: A lui si deve l’avvio del delicato e imponente progetto di restauro del celebre Mosaico di Alessandro, custodito al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN).

Accanto al rigore dello studioso, Antonio De Simone ha sempre coltivato una profonda vocazione divulgativa. Per anni ha affiancato Alberto Angela nel racconto televisivo dei cantieri vesuviani. È stato lo stesso celebre divulgatore a ricordarne a più riprese l’importanza fondamentale: fu proprio l’incontro e la conoscenza con l’illustre archeologo a fornirgli l’ispirazione e le basi per intraprendere il suo fortunato viaggio nella storia di Pompei.

Con la scomparsa del professor Antonio De Simone, il mondo della ricerca perde un maestro rigoroso e visionario, la cui lezione continuerà a vivere attraverso le pietre, i papiri e la storia che ha saputo riportare alla luce.

Vogliamo ricordarlo tra i giovani studenti metelliani nel corso di uno degli appuntamenti del Viaggio delle Idee organizzato dal nostro giornale e tenuto lo scorso 28 gennaio presso l’Aula Magna del Liceo Classico “Galdi” di Cava de’ Tirreni, sul tema La ricerca archeologica come contributo allo sviluppo integrale di un territorio. Lo scavo della villa romana a Somma Vesuviana.

In quella occasione, tra l’altro, il professore De Simone ricordò la figura dell’archeologo cavese Matteo Della Corte per poi spiegare, con grande semplicità e chiarezza espositiva, ai numerosi giovani studenti metelliani il fascino e l’importanza dell’archeologia, evidenziando come i risultati di uno scavo contribuiscono alla ricostruzione di una identità territoriale.

“Un archeologo -raccontò- ha la possibilità di ricostruire la storia attraverso la materia. Ciò regala emozioni incredibili: quando si arriva alla base di uno scavo si ha coscienza di essere il primo uomo che la calpesta dopo migliaia di anni. Ci si sente un po’ come Neil Armstrong, quando mise piede sul suolo della Luna”.

“Conserverò sempre nel mio cuore i tanti momenti passati insieme tra gli scavi e nella vita privata -ha scritto stamani in un post Alberto Angela-  e lui rimarrà per sempre una guida nel mio continuo viaggio alla scoperta degli antichi Romani. Il mio abbraccio in questo triste momento va alla sua meravigliosa famiglia. Ciao Antonio, amico caro, lasci un vuoto immenso”.

E noi ci associamo al cordoglio di Alberto Angela, addolorati per la perdita di una persona straordinaria che alla cultura e alla competenza associava la semplicità, la modestia, lo spirito di squadra e l’umiltà dei grandi uomini.

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Redazione Ulisseonline

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