scritto da Rosa Montoro - 24 Febbraio 2026 15:02

LIBRI & LIBRI Maurizio Valenzi – Il sindaco venuto dal mare

Il libro di Tonino Scala restituisce la forza di una stagione politica in cui i partiti erano comunità vive, fatte di impegno, passione e condivisione. Attraverso la figura di Maurizio Valenzi emerge un tempo in cui la politica era dono, coerenza e sogno collettivo: cittadini che trasformavano ruderi in luoghi di festa e una Napoli che, nel 1975, ritrovava il coraggio di immaginare il futuro insieme

Un piccolo libro scritto da Tonino Scala “Maurizio Valenzi – Il sindaco venuto dal mare – ed. Armando Nigris EDITORE – dicembre 2025, racconta un uomo che oggi sarebbe considerato strano, illuso e anche un po’ fesso, in altre parole un uomo che vive pensando al futuro del suo paese, un uomo che prende i suoi incarichi politici sul serio e pensa che qualcosa si possa cambiare.

Gli uomini così, negli anni 70, ce n’erano a destra e a sinistra, la cosa meravigliosa (che questo libro sottolinea) erano pronti a riconoscersi, a riconoscere il merito dell’avversario nella lotta dei “partiti presi”.

I partiti politici avevano un contenuto preciso: i corpi e le menti dei cittadini che quotidianamente partecipavano a quella scelta. L’abbiamo ripetuto tante volte, ma pochi scrittori riescono a non essere retorici, pochi scrittori riescono a trasmettere l’atmosfera, l’entusiasmo e il trascinamento che in quegli anni permeavano la partecipazione a un partito. Questo libro, con una scrittura fluida e leggera ci trascina lì, nel “corpo comune” che diventava un partito. È il significato stesso del termine partito a dirci che è un’organizzazione di cittadini che condividono la stessa visione e influenza il potere attraverso ideologie, programmi e scelte per il futuro. L’opposto di questo significato è non so che partito prendere.

 

Perdonatemi se sono così didascalica, ma è per dire che i significati diventano reali solo quanto hanno termini di paragone in carne ed ossa. Quando dietro una scelta non c’è un qui e ora (solo presente interessato, intendo) ma un progetto di futuro, per sé. certo, ma non può essere futuro se non è comune.

La condivisione, insomma, non è una frase gettata su Facebook. È un impegno quotidiano fatto di gesti e azioni coerenti che rispecchiano quelle scelte, vanno all’indietro, come i granchi, e rendono le persone credibili, perché permeate da un chiaro contenuto di vita.

Questo libro ci riporta con parole poetiche dentro un periodo storico di passioni politiche che oggi sembrano impossibili. Eppure quelle passioni sono le sole che possono mostrare nel 1975, che “Napoli resta un pugile con il volto gonfio, ma con il cuore che batte. Il 1975 è il suono di quel cuore che non smette di chiedere futuro… Napoli si è guardata allo specchio e si è scoperta diversa: non più rassegnata, non più periferica, ma capitale di un sogno collettivo“. (Tonino Scala “Maurizio Valenzi – Il sindaco venuto dal mare – ed. Armando Nigris EDITORE – dicembre 2025 p. 72)

Il sogno collettivo ecco cosa mi manca e penso che manchi a molti di noi. Il sogno è passione, è Fede, è pensare che si possa costruire in pace con gli altri senza violenza. Il sogno, come ci dice questo libro, si costruisce afferrando i fili quotidiani che ci uniscono agli altri,  lavorando in cerca di spazi comuni dove dargli vita.

“… I padiglioni della mostra d’oltremare messi a nuovo dai volontari del partito. Hanno lavorato tutta l’estate, notte e giorno: vernici sulle pareti, tavoli improvvisati, e palchi rialzati con assi di legno, impianti elettrici messi in sicurezza dagli artigiani reclutati nelle sezioni. Hanno fatto di ruderi un luogo di festa”. (op.cit. p. 61)

La parola magica è dare, non cosa posso avere, ma partecipare con quel che si può. La democrazia è partecipazione, diceva Giorgio Gaber, e partecipazione non è altro che dare quel che si può soltanto perché abbiamo scelto da che parte stare.

La politica di “partito” è lotta democraticamente, riconoscendo a chi la pensa diversamente il diritto di dimostrare che la nostra tesi è sbagliata. E si può perdere con onore soltanto se chi la pensa diversamente da noi, riconosce la coerenza delle nostre scelte.

Rosa Montoro è nata a Sarno e vive a Cava de’ Tirreni, laureata in Sociologia lavora in un ente pubblico, è sposata e ha due figlie. Ha ricevuto vari premi per la poesia, nel 2017 ha pubblicato "La voce di mia madre", una raccolta di poesie inserita nel catalogo online “Il mio libro” – Gruppo editoriale Espresso. Per la narrativa è stata premiata nel 1997 per il racconto "Il cielo di Luigino" pubblicato nel testo collettaneo “Nuovi narratori campani” dell’editore Guida di Napoli. Lo stesso editore ha pubblicato nel 2000 il romanzo breve "Il silenzio della terra" premiato nel 2001 al Concorso Europeo di narrativa “Storie di Donne” FENAL circoli europei liberi, secondo premio. Infine, "Il Circolo degli illusi", edito da Oedipus - 2018.

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